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6 Giugno 2006

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Ottantasei
La cifra messa lì, nuda e cruda, mette paura. Ottantasei per cento. E’ la percentuale di italiani che si dichiara “non coinvolto” nella politica, almeno secondo l’indagine che il Censis ha pubblicato ieri (www.censis.it) sul rapporto tra i nostri connazionali e le istituzioni. In pratica se mettiamo in una sala mille persone, ottocentosessanta si sentono stranieri rispetto agli strumenti della politica. Moltiplichiamo le cifre, arriviamo al quadro complessivo: su cinquanta milioni di elettori, quarantatre milioni non sono coinvolti nella politica. Per i politici questo dato dovrebbe essere spaventoso: è un po’ come se un amante sapesse che la persona con cui fa sesso non prova alcun piacere. Tutti vanno a votare, infatti e il rapporto con la politica, giocoforza, c’è, più che mai in questa incredibile primavera italiana in cui siamo andati al voto per le elezioni politiche, per quelle amministrative, ci andremo per i ballottaggi e chiuderemo in bellezza con il referendum sulla riforma costituzionale. Tutti lì, in fila ai seggi a congiungerci con la politica, ma senza “essere coinvolti”. Un bel problema.
La negazione di un diritto di primazia alla forme politiche già strutturalmente costituite non significa necessariamente una volontà di costituirci in un soggetto oppositivo rispetto a tali forze. Chiediamo, molto semplicemente, rispetto. Rispetto per una generazione che sta muovendo i suoi passi poggiando sulle mere proprie risorse, anche economiche; rispetto per l’Associazione che a partire da domani prenderà le mosse spinta dall’iniziativa palermitana, se l’assemblea nell’ateneo siciliano ce ne darà mandato; rispetto per il dibattito che sta rendendo sempre più importanti i nostri blog, dove scorre un flusso di idee ormai inarrestabile e a suo modo fecondo. Se il modello orizzontale proposto dai blog verrà assunto dal costituendo partito democratico, che dovrà accettare le forme di democrazia diretta come elemento caratterizzante del proprio essere e della selezione delle proprie classi dirigenti, allora costruiremo qualcosa di vero. Qualcosa in grado di smuovere anche quegli ottocentosessanta nella stanza dei mille. Qualcosa capace di dare un senso alla politica e un senso alle vite delle persone che se ne occupano. Altrimenti aumenterà il numero delle persone che “non si sentono coinvolte”, che non si fidano della politica.

mario adinolfi

http://www.ilcannocchiale.it/blogs/style/acquario/dettaglio.asp?id_blog=710


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