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27 Luglio 2006

R.I.T.M.O.

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Riceviamo e pubblichiamo l’iniziativa degli amici di CEMAT sulla costituzione di una rete di operatori musicali e artisti (R.I.T.M.O) che sta lavorando a una proposta da sottoporre alle istituzioni per incrementare le risorse finanziarie destinate a questo settore della Cultura, augurandoci una stretta collaborazione per un’azione comune.

Mai il Fondo Unico per lo Spettacolo ha subito tagli come nell’ultimo quinquennio, toccando minimi storici indegni di un paese sviluppato, inaccettabili e vergognosi se rapportati all’investimento percentuale del P.I.L. applicato dagli altri paesi della Comunità Europea. Inoltre, danno nel danno, è doveroso segnalare, a partire dal 2004, la forte penalizzazione di tutte quelle realtà associative - in genere di medio-piccole dimensioni - che, con capillare diffusione su tutto il territorio nazionale, operano per far conoscere al pubblico le nuove creazioni musicali battendosi per la sopravvivenza di un settore che, rivolto per sua natura al futuro, dovrebbe essere considerato - come di fatto è, per sistemi legislativi differenti da quello italiano - bene irrinunciabile per una società moderna ed evoluta.

Recentemente tali associazioni hanno dato vita a R.IT.M.O.  - Rete Italiana Musicisti Organizzati per le musiche contemporanee - un soggetto collettivo che raccoglie la quasi totalità delle realtà di settore attualmente operative sul territorio. L’iniziativa ha riscosso un sorprendente successo di partecipazione registrando l’adesione di numerose associazioni che hanno condiviso, sin dalle prime assemblee costituenti, l’urgenza di sensibilizzare il Legislatore a operare per un totale riassetto delle strutture competenti e delle normative che le regolano.

Gli obiettivi

R.IT.M.O. si propone quale punto di riferimento per tutti gli operatori interessati alle musiche contemporanee  mirando all’organizzazione e al coordinamento di azioni e proposte che, di concerto con le realtà istituzionali, tentino di uscire dal grave stallo dell’attuale situazione. La rete mette a disposizione l’esperienza maturata dai suoi componenti in decenni di lavoro sul campo e si prefigge di sviluppare idee e progetti in grado di ottimizzare gli investimenti in forme  più aderenti alla realtà economica in cui viviamo.

Alle nuove forze di Governo R.IT.M.O. chiede quindi di istituire un tavolo di discussione e di lavoro per studiare insieme strumenti sostenibili per dare un segno di decisa svolta rispetto al deludente rapporto sofferto durante la passata Legislatura riconoscendo il proprio impegno nei confronti dell’Arte Contemporanea - nel caso specifico, la Musica - come una priorità per la crescita sociale, culturale ed economica del Paese.

Le richieste
Nel breve periodo individua:

A)    L’assoluta urgenza di un ripristino della quota destinata al F.U.S. (da riportare almeno ai livelli precedenti al 2001) e di un riassetto della struttura delle Commissioni che preveda un organismo di provata competenza e con frequente avvicendamento dei suoi membri, specificamente deputato alla designazione dei  finanziamenti alle realtà attive nel campo delle musiche contemporanee.

B)    La rivisitazione dei parametri e delle norme del Regolamento Musica che non siano in palese contraddizione col dettato stesso del provvedimento, per quanto concerne il sostegno alla creatività.

C)     La necessità di un disegno di legge che riconosca il valore culturale e sociale delle attività creative, di sperimentazione e ricerca musicale anche a livello interdisciplinare (ensemble, centri di ricerca e produzione musicale contemporanea nelle loro varie forme - strumentale, elettroacustica, audiovisiva, etc.) attraverso:

-    un maggiore investimento sui giovani musicisti e sulla loro formazione e promozione nella scena internazionale;
-    lo stanziamento di risorse per la costruzione di nuove sale da concerto, la realizzazione di strutture polifunzionali adeguatamente attrezzate e l’adattamento di strutture preesistenti alle necessità della produzione contemporanea;
-    il riconoscimento dei Centri di Ricerca e Produzione di Musica elettroacustica supportandone le esigenze tecnologiche e produttive;
-    lo stanziamento di risorse per commissioni ai compositori e residenze di compositori e interpreti;
-    il sostegno all’elaborazione di nuove strategie di approccio con il pubblico e l’incentivazione alla collaborazione fra più soggetti affinché la produzione artistica italiana sia competitiva a livello internazionale grazie alla razionalizzazione dei costi.

Nel lungo periodo R.IT.M.O. richiede :

C)    Una modifica del sistema gestionale, fiscale e amministrativo delle istituzioni musicali che semplifichi le procedure e riduca i costi, allo scopo di creare delle economie che permettano una maggiore possibilità di investimento nei contenuti e nello sviluppo strategico delle medesime organizzazioni.

D) Una sostanziale riforma del F.U.S. che, fra le diverse esigenze, tenga conto della necessità di:

-    superare le categorie sulle quali è basato, neppure rispondenti all’approccio multidisciplinare di gran parte della produzione contemporanea;
-    programmare interventi pluriennali;
-    garantire maggiori certezze nell’assegnazione ed erogazione temporale dei contributi;
-    differenziare criteri e parametri per piccole, medie e grandi organizzazioni.

E) L’implementazione di una politica fiscale incentivante a supporto della cultura e della creatività contemporanea attraverso:

-    l’estensione del numero di soggetti destinatari del cinque per mille nella dichiarazione dei redditi e l’estensione del beneficio dell’otto per mille al settore culturale;
-    una  revisione della legge sulle erogazioni liberali (strumento di difficile utilizzazione);
-    una normativa generale per la defiscalizzazione dei contributi da parte delle imprese e dei privati alla cultura

Per maggiori informazioni:
http://www.cematitalia.it/cemat/infocemat/fus/incontro_contempo.htm


1 Commento a “R.I.T.M.O.”

  1. Fuserteo scrive:

    ho fatto un post in cui propongo come inno di Gu una canzone di Battiato.”aria di rivoluzione” ascoltala e
    dimmi consa ne pensi.
    a risentirci

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