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1 Dicembre 2006

Il documento Cemat per la musica

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E’ pubblicato il documento di sintesi emerso dai lavori della Tavola Rotonda indetta dalla Federazione Cemat alla quale ha partecipato 1x100, dove sono esposte denunce, richieste e proposte ai fini di dare una svolta positiva alla via musicale italiana nel contesto della musica contemporanea e dei giovani musicisti, ma anche migliorative per le attività musicali concertistiche e orchestrali, dei festival, della promozione, delle Accademie, dei corsi e dei concorsi.
I temi maggiormente affrontati riguardano i tagli finanziari, le politiche e strategie dei finanziamenti, la Commissione per la Musica, la necessità di trasparenza e di competenza, gli spazi alla nuova creatività e alla ricerca, il riconoscimento professionale del musicista, l’informazione e i diversi aspetti promozionali, gli assilli fiscali e burocratici.
Il documento è stato sinora inoltrato alle Amministrazioni e ai Ministri competenti oltre che alle Commissioni Cultura di Senato e Camera.
www.cematitalia.it/cemat/infocemat/fus/documento_8_nov.htm


1 Commento a “Il documento Cemat per la musica”

  1. admin scrive:

    1x100 è con Cemat e con gli amici che hanno partecipato alla tavola Rotonda dell’8 novembre, è con loro su tutte le sacrosante rivendicazioni riportate nel documento. E siamo contenti che sia stato accolto il principio della defiscalizzazione dei contributi dei privati. Ma siamo convinti che vada fatto un passo in più, nell’impostazione culturale che sta alla base delle rivendicazioni. Fermo restando la necessità che le istituzioni e il governo sanciscano con leggi e provvedimenti l’urgenza e l’imprenscindibilità dei principi esposti, bisogna uscire - come abbiamo detto con forza nel convegno- dal presupposto dell’assistenzialismo istituzionale. Occorre che tutto il Paese capisca che la creatività è una risorsa, la nostra principale risorsa, e che quindi ci si attivi senza aspettare i fondi pubblici, soggetti ai ripetuti tagli in favore delle urgenze del caso. L’economia della cultura passa per l’”impresa culturale”: fare profitto dalla creatività non solo non è peccato ma è irrinunciabile ed è l’unica svolta possibile per il settore. Per questo la defiscalizzazione è uno strumento immediato e urgente, forse il primo dei provvedimenti da adottare, insieme ad una serie di misure che mettano le imprese nelle condizioni di operare in favore della creatività.
    Usciamo dal vicolo cieco delle associazioni culturali e degli organismi no-profit prima ancora che dagli intorcinamenti delle riduzioni dell’Iva che non risolvono il problema. Usciamo dall’incubo del bilancio in pareggio, quasi che l’utile per un’iniziativa culturale sia una colpa, quasi che un musicista, un attore, un artista debbano limitarsi a pagarsi le spese e a vivere contemplando la propria arte. Questa è la vera rivoluzione che propone 1x100. Poi discutiamo modi e tempi, limiti e eccezioni. Ma il principio dell’economia della cultura va imposto con forza e immediatezza.
    Antonio Pizzola

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