<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/2.0.2" -->
<rss version="2.0" 
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
<channel>
	<title>Commenti a: Il documento Cemat per la musica</title>
	<link>http://www.1x100.net/2006/12/01/il-documento-cemat-per-la-musica/</link>
	<description>Per un'Economia della Cultura</description>
	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 02:19:44 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.0.2</generator>

	<item>
		<title>di admin</title>
		<link>http://www.1x100.net/2006/12/01/il-documento-cemat-per-la-musica/#comment-15767</link>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 16:46:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.1x100.net/2006/12/01/il-documento-cemat-per-la-musica/#comment-15767</guid>
					<description>1x100 è con Cemat e con gli amici che hanno partecipato alla tavola Rotonda dell'8 novembre, è con loro su tutte le sacrosante rivendicazioni riportate nel documento. E siamo contenti che sia stato accolto il principio della defiscalizzazione dei contributi dei privati. Ma siamo convinti che vada fatto un passo in più, nell'impostazione culturale che sta alla base delle rivendicazioni. Fermo restando la necessità che le istituzioni e il governo sanciscano con leggi e provvedimenti l'urgenza e l'imprenscindibilità dei principi esposti, bisogna uscire - come abbiamo detto con forza nel convegno- dal presupposto dell'assistenzialismo istituzionale. Occorre che tutto il Paese capisca che la creatività è una risorsa, la nostra principale risorsa, e che quindi ci si attivi senza aspettare i fondi pubblici, soggetti ai ripetuti tagli in favore delle urgenze del caso. L'economia della cultura passa per l'&quot;impresa culturale&quot;: fare profitto dalla creatività non solo non è peccato ma è irrinunciabile ed è l'unica svolta possibile per il settore. Per questo la defiscalizzazione è uno strumento immediato e urgente, forse il primo dei provvedimenti da adottare, insieme ad una serie di misure che mettano le imprese nelle condizioni di operare in favore della creatività.
Usciamo dal vicolo cieco delle associazioni culturali e degli organismi no-profit prima ancora che dagli intorcinamenti delle riduzioni dell'Iva che non risolvono il problema. Usciamo dall'incubo del bilancio in pareggio, quasi che l'utile per un'iniziativa culturale sia una colpa, quasi che un musicista, un attore, un artista debbano limitarsi a pagarsi le spese e a vivere contemplando la propria arte. Questa è la vera rivoluzione che propone 1x100. Poi discutiamo modi e tempi, limiti e eccezioni. Ma il principio dell'economia della cultura va imposto con forza e immediatezza.
Antonio Pizzola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1x100 è con Cemat e con gli amici che hanno partecipato alla tavola Rotonda dell&#8217;8 novembre, è con loro su tutte le sacrosante rivendicazioni riportate nel documento. E siamo contenti che sia stato accolto il principio della defiscalizzazione dei contributi dei privati. Ma siamo convinti che vada fatto un passo in più, nell&#8217;impostazione culturale che sta alla base delle rivendicazioni. Fermo restando la necessità che le istituzioni e il governo sanciscano con leggi e provvedimenti l&#8217;urgenza e l&#8217;imprenscindibilità dei principi esposti, bisogna uscire - come abbiamo detto con forza nel convegno- dal presupposto dell&#8217;assistenzialismo istituzionale. Occorre che tutto il Paese capisca che la creatività è una risorsa, la nostra principale risorsa, e che quindi ci si attivi senza aspettare i fondi pubblici, soggetti ai ripetuti tagli in favore delle urgenze del caso. L&#8217;economia della cultura passa per l&#8217;&#8221;impresa culturale&#8221;: fare profitto dalla creatività non solo non è peccato ma è irrinunciabile ed è l&#8217;unica svolta possibile per il settore. Per questo la defiscalizzazione è uno strumento immediato e urgente, forse il primo dei provvedimenti da adottare, insieme ad una serie di misure che mettano le imprese nelle condizioni di operare in favore della creatività.<br />
Usciamo dal vicolo cieco delle associazioni culturali e degli organismi no-profit prima ancora che dagli intorcinamenti delle riduzioni dell&#8217;Iva che non risolvono il problema. Usciamo dall&#8217;incubo del bilancio in pareggio, quasi che l&#8217;utile per un&#8217;iniziativa culturale sia una colpa, quasi che un musicista, un attore, un artista debbano limitarsi a pagarsi le spese e a vivere contemplando la propria arte. Questa è la vera rivoluzione che propone 1x100. Poi discutiamo modi e tempi, limiti e eccezioni. Ma il principio dell&#8217;economia della cultura va imposto con forza e immediatezza.<br />
Antonio Pizzola
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
</channel>
</rss>
