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	<title>Commenti a: A Milano per centrare il target gay</title>
	<link>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/</link>
	<description>Per un'Economia della Cultura</description>
	<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 20:11:08 +0000</pubDate>
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		<title>di gianni</title>
		<link>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-43585</link>
		<pubDate>Mon, 07 May 2007 20:47:11 +0000</pubDate>
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					<description>guardate questo link quà..... lo trovo interessantissimo riguardo al mondo gay





http://www.queerblog.it/tag/mastrapasqua</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>guardate questo link quà&#8230;.. lo trovo interessantissimo riguardo al mondo gay</p>
<p><a href='http://www.queerblog.it/tag/mastrapasqua' rel='nofollow'>http://www.queerblog.it/tag/mastrapasqua</a>
</p>
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		<title>di masterp</title>
		<link>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-17298</link>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 10:58:08 +0000</pubDate>
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					<description>le corporazioni, che sono il vero male di questo paese, sono la radice feudale che andrebbe estirpata. guardate cosa è successo con i tassisti, che hanno tenuto in ostaggio intere città perchè contrari a un provvedimento di destra preso da un governo di sinistra. le corporazioni trasudano qualunquismo e particolarismi, coltivano il loro sterile orticello e non concorrono al bene comune. sapete cosa mi ha detto un avvocato dopo la proposta di liberalizzare la pubblicità degli studi legali? che loro scioperavano perchè gli stava a cuore la tutela del cliente. sapete quanto costa di notaio aprire una società? e cambiarne la ragione sociale? e chiuderla? la lobby è esattamente il contrario della casta, perchè basata esclusivamente sul merito. non ci sono rami secchi e improduttivi nella lobby, non ci sono interessi precostituiti e diritti di nascita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le corporazioni, che sono il vero male di questo paese, sono la radice feudale che andrebbe estirpata. guardate cosa è successo con i tassisti, che hanno tenuto in ostaggio intere città perchè contrari a un provvedimento di destra preso da un governo di sinistra. le corporazioni trasudano qualunquismo e particolarismi, coltivano il loro sterile orticello e non concorrono al bene comune. sapete cosa mi ha detto un avvocato dopo la proposta di liberalizzare la pubblicità degli studi legali? che loro scioperavano perchè gli stava a cuore la tutela del cliente. sapete quanto costa di notaio aprire una società? e cambiarne la ragione sociale? e chiuderla? la lobby è esattamente il contrario della casta, perchè basata esclusivamente sul merito. non ci sono rami secchi e improduttivi nella lobby, non ci sono interessi precostituiti e diritti di nascita.
</p>
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		<title>di brazil</title>
		<link>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-17259</link>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2006 19:21:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-17259</guid>
					<description>assolutamente d'accordo con l'opportunità della lobby, mi è sempre parsa una soluzione trasparente e diretta di espressione in politica degli interessi di una parte, sempre che non prvalgano sull'interesse generale, sennò diventano la casta dei notai, o dei tassisti ecc... il rischio della corporazione quando la lobby si consolida è sempre in agguato e tocca farci i conti, ma continuo a pensare che, gay o etero, i presupposti della rete vanno espressi in maniera netta.
i presupposti sono di superare lo stallo che questo paese vive in questa fase storica, a livello individuale e collettivo. 
l'assenza di voglia di sperimentare, la curiosità della reazione alla provocazione, la consapevolezza dell'innovazione come base per la creatività e di uscire fuori dalla superficialità di cui siamo vittime, che ci fa apparire tuttologi nascosti dietro la pigrizia di vuol mostrare di sapere.
abbiamo smesso di essere curiosi, abbiamo smesso di voler conoscere, ci rifugiamo dietro la pretesa superiorità di gusto italiano che ci fa sentire creativi in una terra di creativi.
guardate la tv e poi rispondetemi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>assolutamente d&#8217;accordo con l&#8217;opportunità della lobby, mi è sempre parsa una soluzione trasparente e diretta di espressione in politica degli interessi di una parte, sempre che non prvalgano sull&#8217;interesse generale, sennò diventano la casta dei notai, o dei tassisti ecc&#8230; il rischio della corporazione quando la lobby si consolida è sempre in agguato e tocca farci i conti, ma continuo a pensare che, gay o etero, i presupposti della rete vanno espressi in maniera netta.<br />
i presupposti sono di superare lo stallo che questo paese vive in questa fase storica, a livello individuale e collettivo.<br />
l&#8217;assenza di voglia di sperimentare, la curiosità della reazione alla provocazione, la consapevolezza dell&#8217;innovazione come base per la creatività e di uscire fuori dalla superficialità di cui siamo vittime, che ci fa apparire tuttologi nascosti dietro la pigrizia di vuol mostrare di sapere.<br />
abbiamo smesso di essere curiosi, abbiamo smesso di voler conoscere, ci rifugiamo dietro la pretesa superiorità di gusto italiano che ci fa sentire creativi in una terra di creativi.<br />
guardate la tv e poi rispondetemi.
</p>
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		<title>di masterP</title>
		<link>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-16925</link>
		<pubDate>Sun, 10 Dec 2006 18:58:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-16925</guid>
					<description>leggi le prime pagine dei giornali di oggi e dimmi se la solidarietà ti pare sufficiente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>leggi le prime pagine dei giornali di oggi e dimmi se la solidarietà ti pare sufficiente.
</p>
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		<title>di masterg</title>
		<link>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-16900</link>
		<pubDate>Sat, 09 Dec 2006 19:44:13 +0000</pubDate>
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					<description>Dipende di che parli. Se si tratta di diritti civili il termine giusto è &quot;solidarietà&quot; se si parla di mercato e di competizione (cosa sanissima purchè si rispettino alcune regole base) il termine lobby è perfino opportuno. Cerco sempre di mantenere i due piani distinti e separati, nei limiti del possibile. Eppoi lo sai, sono un poco rigido quando si affrontano faccende di questa rilevanza, anche a costo di apparire pedante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dipende di che parli. Se si tratta di diritti civili il termine giusto è &#8220;solidarietà&#8221; se si parla di mercato e di competizione (cosa sanissima purchè si rispettino alcune regole base) il termine lobby è perfino opportuno. Cerco sempre di mantenere i due piani distinti e separati, nei limiti del possibile. Eppoi lo sai, sono un poco rigido quando si affrontano faccende di questa rilevanza, anche a costo di apparire pedante.
</p>
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		<title>di masterp</title>
		<link>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-16891</link>
		<pubDate>Sat, 09 Dec 2006 14:10:54 +0000</pubDate>
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					<description>io invece credo nella lobby, e credo che la competizione, quando è condotta con metodi trasparenti e leciti, sia la cosa più sana del mondo. non solo, credo che non si possa prescindere dalla competizione ognivolta che c'è di mezzo il mercato. anche 1x100, che si propone di creare e promuovere un'economia della cultura, deve a mio avviso convergere verso un assetto lobbistico e non associazionistico. questo non esclude la rete, ma anzi la rete è il presupposto di tutto questo. se immaginiamo di dividere in fasi il percorso di 1x100, mi sembra che il primo anno di attività sia stato consistentemente dedicato a creare proprio la rete. ora dobbiamo decidere cosa farne. le direzioni sono diverse e una di queste è la lobby. lo dichiaro perchè non ci vedo proprio nulla di male. noi italiani non abbiamo una traduzione soddisfacente di questo termine, e troppo spesso sento gente che lo assimila a mafia. bè, è esattamente il contrario, perchè la lobby agisce in modo lecito e pubblico. la parola solidarietà è bella ma non contiene in sè un progetto, almeno questa è la sensazione che mi dà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io invece credo nella lobby, e credo che la competizione, quando è condotta con metodi trasparenti e leciti, sia la cosa più sana del mondo. non solo, credo che non si possa prescindere dalla competizione ognivolta che c&#8217;è di mezzo il mercato. anche 1x100, che si propone di creare e promuovere un&#8217;economia della cultura, deve a mio avviso convergere verso un assetto lobbistico e non associazionistico. questo non esclude la rete, ma anzi la rete è il presupposto di tutto questo. se immaginiamo di dividere in fasi il percorso di 1x100, mi sembra che il primo anno di attività sia stato consistentemente dedicato a creare proprio la rete. ora dobbiamo decidere cosa farne. le direzioni sono diverse e una di queste è la lobby. lo dichiaro perchè non ci vedo proprio nulla di male. noi italiani non abbiamo una traduzione soddisfacente di questo termine, e troppo spesso sento gente che lo assimila a mafia. bè, è esattamente il contrario, perchè la lobby agisce in modo lecito e pubblico. la parola solidarietà è bella ma non contiene in sè un progetto, almeno questa è la sensazione che mi dà.
</p>
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		<title>di masterg</title>
		<link>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-16569</link>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 23:58:48 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-16569</guid>
					<description>La cosa che mi interessa del mondo gay è che resta una sorta di cartina tornasole del costume e del grado di civiltà di una società. Per cui trovo anche corretto affrontare il tema sotto il profilo del mercato. La cosa che temo è una involuzione pseudopolitica. La tentazione elitaria è sempre in agguato anche se mi conforta molto l'uso del termine &quot;normalizzazione&quot; fatto da Masterp. Al termine &quot;lobby&quot; preferisco per indole quello &quot;solidarietà&quot; perchè il primo implica scelte e metodi in cui è sempre insita una forma di competizione. E con certe tematiche è meglio evitare di usarlo impropriamente. Meglio la &quot;rete&quot; perchè con questo metodo invece si cresce, si conseguono risultati duraturi e si tutelano in maniera corretta e democratica le legittime rivendicazioni degli omosessuali. Per quanto riguarda &quot;l'invecchiamento&quot; dell'estetica gay penso solo che sia un problema di stereotipi di cui molti sono vittima, come succede del resto tra gli etero. In tutti i contesti ci sono le frange più evolute, le avanguardie e i conservatori. Nemmeno gli omosessuali sfuggono alla regola, per cui anche al loro interno ci sono gruppi o soggetti che loro malgrado frenano l'evoluzione del rapporti politici, economici e culturali. Non è raro ascoltare gay con una visione politica destrorsa e non accade di rado ascoltare gente di sinistra con posizioni chiaramente omofobe. Il lavoro da fare mi sembra ancora molto sia tra gli omosessuali sia tra coloro che si dichiarano amici degli omosessuali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa che mi interessa del mondo gay è che resta una sorta di cartina tornasole del costume e del grado di civiltà di una società. Per cui trovo anche corretto affrontare il tema sotto il profilo del mercato. La cosa che temo è una involuzione pseudopolitica. La tentazione elitaria è sempre in agguato anche se mi conforta molto l&#8217;uso del termine &#8220;normalizzazione&#8221; fatto da Masterp. Al termine &#8220;lobby&#8221; preferisco per indole quello &#8220;solidarietà&#8221; perchè il primo implica scelte e metodi in cui è sempre insita una forma di competizione. E con certe tematiche è meglio evitare di usarlo impropriamente. Meglio la &#8220;rete&#8221; perchè con questo metodo invece si cresce, si conseguono risultati duraturi e si tutelano in maniera corretta e democratica le legittime rivendicazioni degli omosessuali. Per quanto riguarda &#8220;l&#8217;invecchiamento&#8221; dell&#8217;estetica gay penso solo che sia un problema di stereotipi di cui molti sono vittima, come succede del resto tra gli etero. In tutti i contesti ci sono le frange più evolute, le avanguardie e i conservatori. Nemmeno gli omosessuali sfuggono alla regola, per cui anche al loro interno ci sono gruppi o soggetti che loro malgrado frenano l&#8217;evoluzione del rapporti politici, economici e culturali. Non è raro ascoltare gay con una visione politica destrorsa e non accade di rado ascoltare gente di sinistra con posizioni chiaramente omofobe. Il lavoro da fare mi sembra ancora molto sia tra gli omosessuali sia tra coloro che si dichiarano amici degli omosessuali.
</p>
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		<title>di masterp</title>
		<link>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-16537</link>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 13:30:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-16537</guid>
					<description>L’idea che il mondo gay sia invecchiato dietro alle edizioni del Gay Pride e del Gay Village non la condivido se non in piccola parte. Da alcuni anni -e sta avvenendo anche da noi- gli omosessuali stanno affrontando una nuova fase, che dopo la visibilità stile Pride sta confluendo verso un altro modello, che è quello della normalizzazione. Ivan Scalfarotto è un esempio: 40 anni, è un gay dichiarato ma non fa l’omosessuale di professione perchè si occupa di risorse umane per un grande gruppo internazionale, e si è candidato alle primarie come alternativa a Prodi.
Sul fatto che i gay non siano una spinta propulsiva creativa consiglio di leggere i capitoli al tema dedicati di La nuova classe cretiva di un grande studioso di fenomeni economici come Richard Florida. Il coefficiente di creatività di molte zone del mondo è notevolmente incrementeto dalla presenza di gay, di aziende gay friendly e di una legislazione aperta alle differenze. Questo non perchè i gay abbiano nel dna la famosa “sensibilità”, argomento razzista che ricorda molto il fatto che i neri abbiano il ritmo nel sangue, ma perchè lo stile di vita delle persone omosessuali spesso comporta un contatto più profondo con realtà fortemente innovative e libere, presupposto della creatività.
L’idea poi che i gay in Italia assumano come riferimento Amici della De Filippi è francamente bizzarra e un po’ stereotipata, se proprio vogliamo parlare di stereotipi. Se le realtà gay che conosci si limitano alle sfilate dei Pride, a maggior ragione il convegno del 12 potrebbe esserti utile per scoprire che dietro ai carri di carnevale c’è dell’altro.
Un’ultima cosa: magari ci fosse una lobby gay, ma politicamente non c’è ancora. Forse economicamente i gay cominciano a contarsi e a costruire una rete: che l’obiettivo sia una lobby mi pare non solo lecito, ma assolutamente sano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’idea che il mondo gay sia invecchiato dietro alle edizioni del Gay Pride e del Gay Village non la condivido se non in piccola parte. Da alcuni anni -e sta avvenendo anche da noi- gli omosessuali stanno affrontando una nuova fase, che dopo la visibilità stile Pride sta confluendo verso un altro modello, che è quello della normalizzazione. Ivan Scalfarotto è un esempio: 40 anni, è un gay dichiarato ma non fa l’omosessuale di professione perchè si occupa di risorse umane per un grande gruppo internazionale, e si è candidato alle primarie come alternativa a Prodi.<br />
Sul fatto che i gay non siano una spinta propulsiva creativa consiglio di leggere i capitoli al tema dedicati di La nuova classe cretiva di un grande studioso di fenomeni economici come Richard Florida. Il coefficiente di creatività di molte zone del mondo è notevolmente incrementeto dalla presenza di gay, di aziende gay friendly e di una legislazione aperta alle differenze. Questo non perchè i gay abbiano nel dna la famosa “sensibilità”, argomento razzista che ricorda molto il fatto che i neri abbiano il ritmo nel sangue, ma perchè lo stile di vita delle persone omosessuali spesso comporta un contatto più profondo con realtà fortemente innovative e libere, presupposto della creatività.<br />
L’idea poi che i gay in Italia assumano come riferimento Amici della De Filippi è francamente bizzarra e un po’ stereotipata, se proprio vogliamo parlare di stereotipi. Se le realtà gay che conosci si limitano alle sfilate dei Pride, a maggior ragione il convegno del 12 potrebbe esserti utile per scoprire che dietro ai carri di carnevale c’è dell’altro.<br />
Un’ultima cosa: magari ci fosse una lobby gay, ma politicamente non c’è ancora. Forse economicamente i gay cominciano a contarsi e a costruire una rete: che l’obiettivo sia una lobby mi pare non solo lecito, ma assolutamente sano.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di brazil</title>
		<link>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-16509</link>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 19:01:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.1x100.net/2006/12/06/il-12-dicembre-a-milano-per-centrare-il-target-gay/#comment-16509</guid>
					<description>Qualche riserva nel considerare l'omosessualità come categoria omogenea ce l'ho, soprattutto rispetto alla sua targettizzazione destinata ai consumi. Anche se si deve riconoscere che le comunità gay nel resto del mondo sono una lobby, peraltro attiva, tanto da esprimere spesso le tendenze più all'avanguardia della società. In Italia questo non accade, o non accade più da tempo. Da qualche anno infatti la comunità gay italiana sembra &quot;invecchiata&quot;, ripete stereotipi ormai superati, ferma al tabù del riconoscimento della Chiesa e delle Istituzioni, si limita alle apparizioni carnevalesche del Gay Pride o alla ripetizione stanca delle edizioni del Gay Village, che non sono più in grado di aggregare e produrre nuove idee. E i giovani gay, magari numericamente più visibili di qualche anno fa, appaiono isolati e individualisti, hanno smesso di essere una spinta creativa propulsiva, assumendo a riferimento il circolo degli Amici della Defilippi. Probabilmente rispecchiano la tendenza che è di tutto il Paese, seduto sulle glorie del passato, incapace di rinnovarsi e di mettersi al passo con le spinte più innovative che arrivano dai paesi del sud del mondo, dal medioriente, dall'ex impero dell'est, dall'Asia. Dovremo affidarci a loro per vedere anche da noi un pò di vita?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche riserva nel considerare l&#8217;omosessualità come categoria omogenea ce l&#8217;ho, soprattutto rispetto alla sua targettizzazione destinata ai consumi. Anche se si deve riconoscere che le comunità gay nel resto del mondo sono una lobby, peraltro attiva, tanto da esprimere spesso le tendenze più all&#8217;avanguardia della società. In Italia questo non accade, o non accade più da tempo. Da qualche anno infatti la comunità gay italiana sembra &#8220;invecchiata&#8221;, ripete stereotipi ormai superati, ferma al tabù del riconoscimento della Chiesa e delle Istituzioni, si limita alle apparizioni carnevalesche del Gay Pride o alla ripetizione stanca delle edizioni del Gay Village, che non sono più in grado di aggregare e produrre nuove idee. E i giovani gay, magari numericamente più visibili di qualche anno fa, appaiono isolati e individualisti, hanno smesso di essere una spinta creativa propulsiva, assumendo a riferimento il circolo degli Amici della Defilippi. Probabilmente rispecchiano la tendenza che è di tutto il Paese, seduto sulle glorie del passato, incapace di rinnovarsi e di mettersi al passo con le spinte più innovative che arrivano dai paesi del sud del mondo, dal medioriente, dall&#8217;ex impero dell&#8217;est, dall&#8217;Asia. Dovremo affidarci a loro per vedere anche da noi un pò di vita?
</p>
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				</item>
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