12 Gennaio 2007
Mauro Molle

Mauro Molle ha trent’anni quest’anno. Si è tagliato il pizzetto per l’occasione (forse). Fa il pittore (di quadri intendo) e ci campa come tanti suoi colleghi che camperebbero meglio se facessero l’imbianchino. Ha l’ansia, tipica della sua generazione, di entrare nel mondo dei grandi, ma i grandi si arrabbattano in un mondo che non li riconosce più. Ma non mollano, arroccati ai modi di decenni or sono, soprattutto quelli del settore, i galleristi, i mercanti che con l’arte si sono arricchiti fino agli anni 80. Poi hanno smesso, anzi è finito il loro mondo anche se non se ne sono ancora accorti. Trattano gli artisti, emergenti fino a 50 anni, come operai del colore, tanto al centimetro quadro, li espongono in conto vendita come le piastrelle dei bagni.
Se solo smettesse di inseguire i grandi Mauro si accorgerebbe che c’è un posto per il suo mondo anche nel nostro. Il mondo di Mauro sono le donne dei suoi quadri, sospese in un limbo fuori dal tempo, nel gioco delle forme, dei colori saturi, degli equilibri: ci galleggiano dentro senza drammi, leggere come se fossero sempre state là. Non ridono sguiate, non mostrano l’opera del chirurgo estetico, le pezze di silicone, non comunicano drammi, dolore, tristezza. Vivono e basta dentro il loro limbo, senza aspettarsi nulla di più che continuare a starci. E in qualche modo ti consolano della vita che ne resta al di fuori.
1 Commento a “Mauro Molle”
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19 Giugno 2007 alle 10:41
ciao ho visto una mostra di Mauro
ed e’ veramente bravo!
concordo che invece di inseguire il mondo dei soliti noti,ci sarebbe da inaugurare
la mostra dei nuovi dell’ arte.