14 Febbraio 2007
Laboratorio Diana /2 “Libero Cabaret”
![]()
Amaramente l’epilogo della questione Laboratorio Diana di Salerno è stata delle peggiori, uno sfratto avvenuto all’alba di Giovedì 8 febbraio mentre era in corso il tentativo di mediazione con la Prefettura, a cui hanno partecipato con il loro appello contro lo sgombero dodici parlamentari, con una forzatura militare l’amministrazione comunale di centro sinistra ha provveduto a chiudere la sede del laboratorio diana. Il Centro storico di Salerno è stato militarizzato e occupato da uno spiegamento incredibile di forze dell’ordine.
Questa è stata la risposta della coppia De Luca-Apolito (sindaco di Salerno e consulente per le politiche giovanili) ai tentativi di dialogo, e di risoluzione pacifica del problema. Si è voluto chiudere una esperienza di partecipazione, di socialità, di cultura autogestite dal basso, che da cinque anni hanno portato avanti in apertura e in collaborazione con la città, con le associazioni, con il quartiere.
Dalla chiusura del Laboratorio Diana, in una pittoresca telenovela di pseudoazioni riparatorie in termini politici e di comunicazione da parte delle istituzioni (da non perdere l’intervista davvero pazzesca di una Tv locale al sindaco “DeLux” con un nutrito ventaglio di offese pesantissime ad artisti e sostenitori del laboratorio, figure istituzionali comprese), e’ nata a Salerno una nuova realta’: un Coordinamento di Artisti Indipendenti. Si tratta di realta’ associative che si sono trovate, per caso, scelta o necessita’, a frequentare gli spazi dell’ex Cappella S. Giovanni di Dio.
Pubblichiamo la prima comunicazione del coordinamento al quale il moveon 1x100 dà il pieno e sentito supporto.
Lettera aperta alle realtà culturali
Noi, donne e uomini, giovani e meno giovani, della Rete di Artisti e Associazioni Culturali Indipendenti “LiberoCabaret”
Siamo sconcertati dalle affermazioni del sindaco di Salerno, rese nel corso della trasmissione di Lira TV “Linea diretta con il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca” del 9 febbraio 2007.
Fino a ieri sembrava palese a tutti, anche solo per puro buon senso, che un sindaco avesse l’obbligo di rappresentare tutti i suoi concittadini; che un artista andasse giudicato in quanto tale per le sue opere e non per le sue opinioni; che fossero ormai lontani i tempi in cui le donne erano considerate “profumi, vestiti e niente cervello”; che a un deputato della Repubblica andasse portato rispetto, perché eletto legittimamente dal popolo, a prescindere dalla sua appartenenza e dalle sue posizioni politiche; che il rispetto delle istituzioni e dello Stato, anche in virtù delle alte cariche ricoperte, inducesse al massimo senso di responsabilità nella scelta dei toni e delle azioni pubbliche.
Oggi siamo preoccupati dal modello di confronto sociale e politico promosso dal sindaco e deputato De Luca, che tende a risolvere il dissenso unicamente attraverso il sarcasmo, la derisione e l’offesa personale, facendo per di più trasparire una sorta di velata intimidazione morale verso chi la pensa diversamente.
Siamo preoccupati che questo modello, veicolato a migliaia di salernitani attraverso una popolare e seguita trasmissione televisiva, possa essere mutuato e replicato ancor più malamente anche negli ambiti interpersonali, in contrasto con rapporti civili fondati prima di tutto sul rispetto dell’altro e del diverso.
Certo teniamo molto al nostro lavoro, alla passione che lo anima, alla possibilità di proporlo alla città anche all’interno di spazi pubblici e con il sostegno dell’Ente Locale.
Ma prima e più di tutto teniamo alla nostra, e altrui, dignità di persone, che esigiamo vada rispettata sempre e comunque; teniamo al diritto costituzionale di manifestare liberamente il proprio pensiero e di non essere discriminati per questo, teniamo a vivere in una città veramente libera e solidale.
Pertanto, con la piena e serena consapevolezza del prezzo che potremmo pagare, ma preferendolo decisamente all’ignavia, oggi dichiariamo con forza di sentirci tutte e tutti Wanda, Cardone e teste di sedano.
Con uguale determinazione richiamiamo associazioni, gruppi e singoli che si ritengono impegnati nella crescita intellettuale e sociale della comunità, e in primo luogo quelle realtà culturali storicamente presenti in città, a una presa di posizione chiara e coraggiosa, ricordando a tutti che:
” Prima vennero per gli ebrei
e io non dissi nulla perché
non ero ebreo.
Poi vennero per i comunisti
e io non dissi nulla perché
non ero comunista.
Poi vennero per i sindacalisti
e io non dissi nulla perché
non ero sindacalista.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno
che potesse dire qualcosa.”
Martin Niemoeller - Pastore evangelico deportato a Dachau
“LiberoCabaret” ovvero: Archi Trifolchi, Arterìa, Daltrocanto, Gruppo di danze occitane e francesi, Il velo di Maya, Karùstos, La Chimera, Macumaima, Melisma, Taraf de Funicular, TeatrAzione.
Per commenti e adesioni liberocabaret@tiscali.it
Gli ultimi eventi hanno reso urgente allestire uno spazio virtuale in cui scambiarsi opinioni e commenti. Le prime adesioni e opinioni sulla lettera ci hanno invogliato a creare un blog, che sia libero spazio di espressione opinione e commento per gli operatori culturali e gli artisti salernitani. L’indirizzo è http://liberocabaret.splinder.com
Qualsiasi contributo, adesione o anche voce di dissenso saranno considerati costruttivi e preziosi.
2 Commenti a “Laboratorio Diana /2 “Libero Cabaret””
Scrivi un commento
Per inviare un commento devi fare il loggin.













16 Febbraio 2007 alle 11:07
Non so perchè in questo Paese esista una giustificazione morale a sgomberare le associazioni spontanee secondo un binomio associazione-centro sociale- terroristi. Nel caso specifico poi addirittura c’è una legittimità giuridica, mi sembra di capire, perchè l’associazione - che peraltro non è un centro sociale- è titolare di un contratto di affitto. Con l’alibi della tutela dell’ordine pubblico si interviene con azioni coatte facendo di tutt’erba un fascio. Personalmente non mi appartiene la modalità del centro sociale come non mi appartiene la modalità dei boy scout e simili. Ma ritengo che amministrare una città sia molto più difficile di provare simpatia o antipatia per una modalità di espressione. Vanno considerate tutte le sensibilità, caso per caso e occorre scendere a patti con le diversità di pensiero e di modo di aggregazione. Sennò potremmo essere tutti sindaci e in alcuni casi forse sarebbe meglio. A questo si aggiunga che quando un amministratore interviene con la scusa della tutela dell’ordine pubblico c’è dietro un interesse specifico. Che sia almeno trasparente e che siano valutate tutte le possibilità alternative per dare dimora all’associazionismo spontaneo, almeno questo credo che a cittadini che non fanno nulla di male, anzi alimentano la voglia alla partecipazione che di per sè, soprattutto in realtà come quelle del sud italia, dovrebbe essere accolta come la manna piovuta dal cielo.
11 Maggio 2007 alle 07:02
Deluca testa di cazzo !!!
…..scusate ma ci voleva !…..