Benvenuti nel primo sito Ufficiale di Uno per Cento - Uno per cento per un'Economia della Cultura
Ciao Nuovo utente ::

20 Febbraio 2007

Scivolone omofobico dell’intellettuale cattolico

img_concia.jpg 

Paola Concia e Andrea Benedino ci mandano questo articolo oggi in prima pagina sul Riformista:
E già, professor Scoppola, “purtroppo” ci siamo anche noi

Surreale puntata di Otto e mezzo qualche sera fa. Cerchiamo sinonimi di “surreale” e troviamo: irrazionale, rimandante all’inconscio, irreale, onirico, strano. Bene, il vocabolario dei sinonimi descrive perfettamente il senso della trasmissione. Cominciano a crescere dentro di noi, via via che sentiamo gli ospiti illustri, i soliti sentimenti di fastidio, di rabbia, umiliazione. E però rimaniamo lì, attaccati alla televisione e ascoltare professori e professorini…. Comincia l’esimio professor Scoppola, in veste di cattolico democratico, sotto accusa per il disegno di legge sui Dico, il quale per difendersi e giustificarsi (manco l’avesse scritto lui) non trova null’altro da dire che gli omosessuali non li ha certo inventati una legge, che essi “purtroppo” esistono e quindi bisogna pur…farci i conti. Complimenti al “saggio” che, con altri e altre, ha scritto il Manifesto del partito democratico. Quel Manifesto che ancora una volta nega ogni tipo di cittadinanza politica agli omosessuali e, indifferente alla realtà che si trova sotto gli occhi, riesce a parlare di “famiglia” solo al singolare, come se vivessimo al tempo del Mulino Bianco. Ma lo sa, caro professor Scoppola, che neanche una settimana fa a Treviso, come ci racconta il Corriere Veneto, un noto dirigente della Margherita, omosessuale, uno di quelli che “purtroppo esistono”, ha fatto coming out su un giornale locale invitando a lottare contro l’omofobia in una città in cui le persone sono portate a nascondersi per la vergogna? Lei crede che questo dirigente sia stato incoraggiato e sostenuto dai suoi colleghi di partito? Tutt’altro. Si è preso addirittura un richiamo formale dalla segretaria cittadina e rischia provvedimenti disciplinari. Vede, professor Scoppola, se si dovesse badare agli stereotipi, noi omosessuali siamo più simpatici, grandi consumisti, frivoli quanto basta, creativi, siamo parrucchieri, siamo architetti, stilisti, attori, lavoriamo nei call center, siamo sportivi, e siamo addirittura degni di essere invitati alla mensa di casa Mastella, capisce? Insomma, potremmo anche tornare utili nel bel paese che ci prospettate. Ma lo sa, professor Scoppola, qual è la definizione della sua bella affermazione? Omofobia.
Naturalmente, da Ferrara lei era in bella compagnia C’era l’“acidissima”
Lucetta Scaraffia che nessuno faceva parlare perché la scena era tutta tra gli “uomini cattolici” con la verità in tasca, ma che una cosa l’ha detta, rispondendo al povero professor Melloni, il quale tentava di sostenere che la chiesa deve essere accogliente e che tutti (anche gli omosessuali) devono essere accolti dal vangelo. Macché, secondo la Scaraffia, gli omosessuali in chiesa non ci vanno, che non sono cattolici e quando ci vanno, lo fanno solo perché…sono in crisi con la loro condizione di omosessuali, di “peccatori”. Alla faccia di vent’anni di storia e di lavoro dei movimenti gay cattolici. Ci chiediamo: è questo il modo di proporre un confronto? Noi al dialogo siamo pronti, con le nostre vite e le nostre storie, pronti a discutere da cittadini a cittadini. Purché nessuno ci imponga di scusarci di esistere.
Anna Paola Concia e Andrea Benedino
Portavoce nazionali Gayleft - Consulta Lgbt Ds


2 Commenti a “Scivolone omofobico dell’intellettuale cattolico”

  1. brazil scrive:

    cara paola
    niente da eccepire alla sacrosanta battaglia per il riconoscimento dei diritti civili per i quali sono pronto a battermi personalmente (credo che si sia capito come la penso rispetto ai Dico). Quello che non capisco invece è quest’ossessione della richiesta di riconoscimento da parte della Chiesa delle coppie “irregolari”. Non si può recriminare alla Chiesa il mancato riconoscimento delle unioni omo come se fosse lo Stato. Per la Chiesa le anime che perseverano nella pratica sodomita continuano ad andare all’inferno come mille anni fa. Personalmente trovo tempo perso anche discuterne, ma questo perchè non sono credente e trovo che il “peccato” sia un’ottima operazione di marketing e niente più. Ma se restiamo nell’ambito del ragionamento non posso che dar ragione alla Chiesa su una materia che deve essere della Chiesa. Ai seguaci della dottrina la scelta di continuare a starci o restare scomunicati. Dico questo non perchè la discussione sul binomio gay-cattolico (che ritengo un ossimoro) abbia per me un qualche interesse ma perchè penso che la battaglia di reinserimento nella Chiesa nuoce alla causa dei diritti delle persone. Semplicemente perchè forviante. E perchè fa il gioco dei più conservatori che possono spostare l’attenzione dai problemi concreti e reali, quelli tutti laici di una comunità, a quelli personalissimi della fede che devono restare tali, chiusi nel confessionale privato di ognuno.

  2. brazil scrive:

    Oggi su Repubblica: ..intorno ai provvedimenti sulle coppie di fatto la tensione è ancora alta.Con la senatrice “teodem” della Margherita Paola Binetti, che, ieri, ha attaccato i gay (”l’omosessualità è una devianza”). Parole che Rutelli cerca di minimizzare: “La Binetti è una donna di grande intelligenza e di grande candore. E partecipa a discussioni alle quali i politici avvezzi non parteciperebbero. E’ naif, in lei c’è ingenuità. In politica deve imparare a calibrare bene le parole”.
    La vicenda si commenta da sè.

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il loggin.

TestaccioLabSome Rights Reserved
©© 2006 Un'iniziativa promossa dall'Associazione TestaccioLab c/o Spazi Multipli • via Amerigo Vespucci, 26 • Roma • tl. +39 06 5782614 - fx. +39 06 62289371
Intermedia mmh
Hosting + Web project by: www.intermediammh.com
Designed by: doppiavù studio

Proudly powered by WordPress

Bad Behavior has blocked 458 access attempts in the last 7 days.