21 Febbraio 2007
Creatività ITalia

Presentato stamattina, alla presenza di Romano Prodi e Francesco Rutelli, il nuovo marchio turistico dell’Italia. Il marchio, realizzato dall’agenzia Landor Associates, è risultato vincitore del concorso indetto a dicembre dalla Presidenza dei Ministri.
Il logo rappresenta la sigla it, con la “i” che richiama un classico della tipografia bodoniana e una stilizzazione dello stivale in verde per il “t” (anche se sembra più riferirsi al “l’ascia” del pay off).
Il marchio “firma la qualità unica della vita, dello stile, della creatività , della cultura e del turismo italiani'’. Il premier non ha esitato a giudicare “estremamente bella” la proposta vincente.
Dalle agenzie:
Per la realizzazione del logo, il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della presidenza del consiglio ha indetto una gara “che e’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale - ha spiegato Levi - ed hanno risposto oltre 70 agenzie, di cui 60 con proposte articolate”. I progetti sono stati esaminati da una commissione di aggiudicazione presieduta dal consigliere Andrea Mancinelli. “Abbiamo inoltre goduto dell’aiuto preziosi di un gruppo di alte personalita’ - ha evidenziato Levi - che ci assisteranno anche nella definizione della strategia di comunicazione”, composto da Laura Biagiotti, Gianpaolo Fabris, Anna Martina, Andrea Pininfarina e Umberto Paolucci. La gara e’ stata poi vinta dalla Landor. “Anche nelle modalita’ e’ stato seguito l’obiettivo di dare un segno di un’Italia all’altezza della grande concorrenza internazionale sui mercati - ha sottolineato Levi - e il logo, sottoposto a due ricerche di mercato sul gradimento, ha ottenuto un risultato straordinario”. (AGI) - Roma, 21 feb.
Non voglio entrare nel merito della valutazione professionale o di gusto personale sul lavoro (che a mio avviso rappresenta bene nel suo collage di lettering e composizione, la natura variegata a mò di cocktail del nostro governo in carica), tantomeno sugli intenti sicuramente nobili della strategia di comunicazione per il rilancio del nostro paese sul marcato turistico internazionale; preferisco sottolineare la modalità iniziale del bando di concorso alquanto pilotato e restrittivo nella sua realizzazione. Il bando si risolve in una paginetta e mezza, ben poca cosa per un “marchietto” che dovrebbe rappresentare una nazione. Il bando sembra una bufala pilotata, non tanto per quello che viene richiesto, ma soprattutto per quello che non c’è.
Bufala perché un lavoro di tale importanza non puo’ essere richiesto in un tempo cosi’ ristretto (il bando reca la data del 22 settembre e il lavoro deve essere presentato entro il 16 ottobre! Ridicolo…). Pilotata perche’ il tempo ristretto fa sospettare un incarico mirato pur rimanendo nella legalita’ (leggi: il marchio è già stato fatto da “qualcuno” al quale verrà affidato l’incarico perchè sarà l’unico a rispondere alle cartteristiche del bando).
Quello che non viene detto nel bando è fondamentale, sia per il corretto svolgimento del lavoro che per la valutazione. Siamo alle solite: la giuria sarà all’altezza? e su che base valuterà le proposte? Non c’è un briefing, non ci sono linee guida, non viene espressamente richiesto un manuale di identità visuale, anche se va da sè che ci vuole. Per un marchio che deve rappresentare l’Italia ci vorrà pure un minimo di strategia: dove andiamo? chi siamo? cosa facciamo? anche questo non viene richiesto dal bando, ma è il lavoro di ricerca e messa a fuoco più importante, quello più costoso, che dovrebbe giustificare una cifra attorno ai 100.000 Euro.
Nonchè l’interesse a stimolare e dare merito alle realtà creative italiane a tutti i livelli, cosa sostanzialmente impossibile per i piccoli studi, i giovani designer che magari non hanno un fatturato minimo di un milione di Euro.. e passi la sottointesa comunicazione di poca fiducia nelle piccole (e vere!) realta minori, ma perchè estendere l’operazione a livello internazionale (come diavolo riusciamo noi a competere con il curriculum corporativo di uno studio americano superfighetto che se la intende con Disney, Pepsi, ..Telecom.?) screditando letteralmente anche le realtà “griffate” prettamente italiane.. davvero un giorno molto triste per i creativi d’Italia!
tetsuo
(fonte sdz)
9 Commenti a “Creatività ITalia”
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21 Febbraio 2007 alle 17:01
Di cose approssimative ne ho viste tante. Bisogna dire però che questa merita il discorso a parte che hai fatto e condivido, perchè un certo “fumus” di inciucio è oggettivamente presente. La mandiamo a Grillo? Promuoviamo uno spam di protesta al ministero?
21 Febbraio 2007 alle 17:31
Per onestà professionale Tetsuo si è tenuto distaccato nel giudizio di merito. Io invece insisto sul risultato perchè questo logo rivela nella sua povertà di idee l’assoluta incapacità del Paese di darsi una strategia e di puntare sulle sue migliori risorse. Che ci sono, eccome se ci sono, questo è davvero il paese dei creativi validi. Ma continuiamo a far lavorare i miserabili, solo perchè funzionali al mantenimento del circoletto di potere. Quelli bravi lavorano all’estero se sono bravi a crearsi le possibilità . Altrimenti mangiucchiano le briciole. Il problema degli appalti, delle gare truccate o pseudo tali, al limite della legalità , viene di conseguenza. Preferirei gli incarichi diretti, con l’assunzione della massima responsabilità da parte del potere politico, centrale e locale. L’amministratore deve poter scegliere a suo insindacabile giudizio il migliore ma, nello stesso momento, deve assumersene le responsabilità , essere pronto a risponderne davanti ai cittadini. Non è un problema di paletti che nascondono l’ipocrisia dell’aggiudicazione pilotata dell’appalto, è un problema culturale, ancora una volta. Non mi sento rappresentato da quest’immagine, me ne vergogno. Ancora una volta mi vergogno di lavorare nel mondo della creatività italiana.
21 Febbraio 2007 alle 18:54
però ragazzi questa non è una notizia che può passare così. Va presa una posizione ufficiale su questa vicenda e va organizzato almeno un giro di mail con sottoscrizione, che parta dal nostro sito e arrivi ai responsabili delle scelte fatte. Chi l’ha commissionato? Chi ha giudicato il progetto? Chi l’ha eseguito?
22 Febbraio 2007 alle 00:39
Era quello che dicevo, non lasciamola cadere, provochiamo anche le associazioni di categoria, se esistono.
22 Febbraio 2007 alle 10:53
e quali sono le associazioni di categoria? noi? ci autoprovochiamo?
22 Febbraio 2007 alle 15:24
no, esistono una diecina di sigle che rappresentano pubblicitari, designers ecc.
22 Febbraio 2007 alle 22:28
Poi, a rifletterci un poco, non vi sembra una buccia di banana schiacciata?
23 Febbraio 2007 alle 11:03
però hai sottovalutato le declinazioni. Per esempio la t può diventare un palloncino gonfiabile. Ci si può far giocare i bambini con l’Art Attack, può diventare di das riempito di sbrilluccichini. Poi i colori. Si potrebbero cambiare i colori della bandiera, verde e rosso si mantengono (speranza e sangue degli eroi della patria) mentre il bianco è più opportuno trasformarlo nel nero, visto la situazione…
27 Febbraio 2007 alle 22:46
caro brazil io dipingo e non mi vergogno di lavorare nel mondo della creatività italiana: la creatività in Italia non esiste perchè quella ufficiale è nelle mani del potere e quella che tenta di fare un discorso “vero” è nella M…. Non stò a discutere chi sia il più bravo tra tutti noi illustri sconosciuti (anche perchè non avrebbe senso) ma credo che ogni persona alla ricerca del bello, della cultura, del nuovo etc. etc. sia tagliato fuori da tutto.
Perdete ogni speranza o voi che create e che non siete raccomandati o non fate parte del giro.