16 Maggio 2007
L’ATM di Milano, la “sinistra” e l’omofobia
Ricevo da Marianna Capelli e pubblico stravolentieri, naturalmente scriveremo una lettera aperta all’ATM di Milano alla quale chiederemo di individuare i soggetti coinvolti in questo squallido episodio.
E’ la prima volta che metto un post . Non ne ho mai tempo. E non so nemmeno se ne sarò capace. Sono lenta alla testiera , sono una di quelle che ha piu’ sviluppato l’emisfero della parlantina. Ma vi volevo raccontare un fatto che è accaduto ieri sera e mi ha coinvolto in prima persona. E che mi ha scosso piu’ di quanto avrei mai potuto pensare.
Ero a cena con le mie socie alla pizzeria Balin , in una zona centrale di Milano , la Via Cadore , vicino a Cinque Giornate con i ragazzi della direzione del Cig,dell’Arcigay, il Centro di Iniziativa Gay di Milano. Parlavamo di noi e dei ns progetti, agli eventi per il pubblico omossessuale. . Parlavamo del gay pride , di gay e di lesbiche . Parlavamo della nostra normalità. Parlavamo dell’ultimo film che parla della vita di Edit Piaf. Eravamo un tavolo in fondo alla sala, un tavolo di bravi ragazzi , gente a modo, colta ed educata. Non pensavo che qualcuno potesse vivere i nostri discorsi come un fenomeno da circo. Ed invece …mi sbagliavo. Due strani individui, seduti al tavolo dietro al nostro, per tutta sera hanno dapprima origliato i nostri racconti e poi deriso e sbeffegiato. Abbiamo finto di non sentire tutta sera. Io personalmente, inizialmente non me ne ero accorta, tanto presa dal raccontare il progetto di Boudoir. Quando ci siamo alzati per andarcene hanno continuato con frasi parecchio fastidiose. Io ad alta voce, con tono sarcastico, ho detto che ad averlo saputo mi sarei organizzata con il piattino dell’elemosina . Paolo è stato l’ultimo ad uscire , aveva i suoi due cani con se. Non contenti hanno insultato anche i suoi cani. Ha risposto a tono. Non l’avesse mai fatto. Gli onnipotenti si sono alzati e gli hanno messo le mani addosso, travolgendo tutti noi. Pugni , schiaffi e minacce di morte. Una furia. E inizialmente increduli e quasi paralizzati abbiamo cercato di togliere Paolo dalle loro mani. Se ne sono andati subito dopo con un furgone dell’ATM di cui abbiamo preso la targa. E’ stato impossibile trattenerli.
Dai proprietari del locale, di cui il CIG è affezionato cliente tutti i martedi sera ,prima della riunione settimanale, nessun gesto di solidarietà ne alcun intervento per chiamare la polizia. Anzi la frase esclamata dal figlio del proprietario, in risposta al “non torneremo piu’ nel vs locale” , è stata ” meglio , e chi se ne frega di voi froci” . E chi se lo sarebbe mai aspettato da un rasta , da un esponente dell’estrema sinistra , da uno che fumandosi le canne urla “peace and love”?? E non da meno il padre , che ha esordito per giustificare il suo comportamento omertoso dicendo“ che mi importa , non è mio fratello”. Queste frasi la dicono tutta. La gente puo’ soffrire per una vita e puo’ morire in strada , che comunque nessuno si sposta di una virgola. L’indifferenza piu’ completa. Libertà , uguaglianza e fraternità sembrano essere vocaboli senza significato.
I carabinieri , sono arrivati , dopo venti minuti abbondanti , aime’ troppo tardi per fermare i due forse in servizio ATM (e magari anche retribuito).
Ma non finisce qui. Nel redigere il verbale , i carabinieri hanno inserito la formula ” lite per futili motivi”. Ho chiesto all’appuntato se riteneva un futile motivo l’essere schernito tutta sera perche’ carabiniere!!!
Ritengo sia pazzesco che una grande città come Milano, che si vanta di essere un punto di riferimento europeo , non tuteli chi subisce un’atteggiamento omofobo di questo genere.
E mi rattrista pensare che nel 2007 le persone possano essere cosi prive di cultura e apertura mentale , da vederci come dei diversi.
13 Commenti a “L’ATM di Milano, la “sinistra” e l’omofobia”
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17 Maggio 2007 alle 00:37
leggi quello che dice la moglie di mastella, quello che dice la moglie di fassino, ricorda il “froci, froci” di storace, aggiungici lo stonewall nel ‘69, moltiplica per ruini, sottrai l’aborto dei dico, dividi per la binetti, non dimenticare che ad auschwitz c’erano anche i gay, addiziona il family day in chiave omofoba…e quello che è successo ieri sera non ti sembrerà più così strano.
17 Maggio 2007 alle 09:27
Questa notte , nel dormi veglia , pensavo…e se non fosse stato Paolo Ferigo presidente dell’Arcigay di Milano ad essere picchiato??…e se non fossimo stati noi i coinvolti??…gente che ha mille conoscenze , mille contatti..gente che ha le idee chiare circa l’omosessualità. E se fosse stato un settantenne a cena con il suo compagno o una quindicenne in pizzeria con la sua fidanzatina???
Nessuno avrebbe fatto nulla come è successo a noi … e aime’ nessuno avrebbe parlato o scritto o divulgato il fatto.
L’anonimato ci rende ancora piu’ soli.
17 Maggio 2007 alle 12:17
Cara Cristiana-Masterp, tu dici “leggi quello che…”. Ma quello che leggiamo è ciò che politici e mogli dicono “per” il pubblico (di elettori) non quello che dicono semplicemente “in” pubblico (che è molto peggio) e neppure quello che dicono “tra” loro (vogliamo definirlo peggissimo?).
L’attenzione estrema per la terminologia, i giri di frase, gli incisi, i distinguo e i secondo me, l’aggettivazione mai precisa, gli espedienti retorici di vario genere per stemperare, addolcire, confondere, prendere le distanze da quello che si sta - forse, chi può dirlo? - dicendo e allo stesso tempo crearsi un alibi nell’eventualità di contestazioni… tutto questo non serve che a nascondere un pensiero, evidentemente, indicibile. Indicibile perché? Perché tanto confuso quanto violento. E non vale soltanto per l’argomento omosessualità.
17 Maggio 2007 alle 13:22
Se c’è una cosa che sinceramente fatico a sopportare è che si debba ancora stare a discutere del “problema omosessualità” come si discute del problema delle donne o dell’antisemitismo. Mi rifiuto di pensare nel 2007 a categorie di pensiero che appartengono a un passato remoto. Semplicemente pretendo da individuo pensante che queste categorie non esistano. Frocio è una parola che non esiste perchè non indica nulla tranne il fatto che a uno piaccia un altro del suo stesso sesso. Ma questo non può generare una categoria, come non genera una categoria il fatto che a me piace fare sesso stando sotto piuttosto che sopra. Chi la pensa diversamente non ha diritto di cittadinanza, mi rifiuto di starlo a sentire perchè il suo non è un pensiero ma una scureggia fatta con le corde vocali. I due autisti dell’Atm in questione vanno gentilmente espulsi dal servizio, allontanati dal consorzio umano e portati nel Tibet il tempo necessario per riflettere sulla vicenda. E se si scopre che non hanno sufficienti categorie mentali per risistemare il pensiero è giusto che rimangano sul monte a finire la loro vita, lontani dalla comunità perchè non hanno nulla da offrire all’umanità se non l’incidente della natura che ha permesso che fossero in vita.
17 Maggio 2007 alle 13:43
Lettera aperta al sindaco di Milano
Gentile sindaca Letizia Moratti,
Lo sa, un cittadino di Milano, Paolo Ferigo, presidente del circolo Cig Arcigay di Milano, è stato aggredito verbalmente e fisicamente da due energumeni di una municipalizzata che han provato a dare una svolta alla loro melensa serata dando di mani e in forma delinquenziale contro il presidente.
Ferigo che conosco e apprezzo, sapendolo persona mite e di valore per le battaglie che conduce anche in Arcigay, è cittadino di Milano. A questa città continua a dare, come moltissimi omosessuali, non solo crescita economica ma anche valori che spesso questa città non sa neppure riconoscere. Il Cig, come spero saprà, svolge attività di volontariato e di sostegno a favore di coloro che non hanno diritti ma solo doveri; a favore di persone sieropositive o che si sentono sole e in pericolo in una città come Milano. Paolo è stato aggredito perché omosessuale, come avviene per tanti altri Paolo omosessuali che non hanno il coraggio di ribellarsi e denunciare atti contro la loro persona. Tutto questo, gentile sindaca, avviene nella città da Lei governata.
Non è passato molto tempo da quando, a Milano, la libreria Babele è stata fatta oggetto di scritte omofobiche naziste, replicate precedentemente anche nella sede Cig Arcigay. Succede, nella città da Lei governata. Succede intolleranza in questa città che vanta tolleranza.
L’aggressione delinquenziale a Paolo Ferigo è l’ultima di una serie che speriamo la città voglia fermare, dando segnali di civiltà rimasti finora elusi, e concedendo adeguata protezione alla vasta comunità omosessuale che vive e lavora nella capitale meneghina.
Qualche anno fa, Pietro Rutelli, allora vice presidente del Consiglio comunale, sostenuto anche dal forzista Paolo Massari, annunciò che la Margherita avrebbe aperto dei circoli omosessuali a Milano. Fece di più:
invitò, facendoli entrare per la porta principale di Palazzo Marino, i rappresentanti dei movimenti gay Arcobaleno per un confronto in Commissione Pari Opportunità. Sembrano passati, da allora, secoli di democrazia e confronto, svuotati a favore di acredine e inciviltà. La Milano del confronto civile è diventata la Milano delle intolleranze e minacce verso gli omosessuali che, nel frattempo, arricchiscono con il loro lavoro Milano.
Da troppo tempo, il Comune oggi da Lei governato, si è dimenticato di questi suoi cittadini, li tratta con superficiale noncuranza, li rinnega nelle tante manifestazioni pubbliche che la città, al contrario dei suoi amministratori, accoglie con benevolenza e affetto. Nessun segnale e presenza, neppure nei tre giorni di Congresso nazionale di Arcigay, celebrato a Milano da più di duecento delegati. Non se ne è dimenticato il Presidente della Repubblica che ha fatto pervenire un suo messaggio; sono arrivati a Milano le ministre Barbara Pollastrini ed Emma Bonino; Piero Fassino, Franco Giordano, Enrico Boselli, Cesare Salvi e tante altre personalità venute a dare testimonianza e non solamente presenza politica.
Lei, prima cittadina, occasione ghiotta per dialogare con una fetta importante di suoi amministrati ed illustri ospiti, ha pensato bene di registrarsi tra gli assenti ingiustificati: neppure una riga scritta rivolta a quella importante assise. Perché? Che succede in questa città che non riconosce più i suoi cittadini migliori, anche omosessuali? Non è vero che un sindaco, una volta eletto, deve essere amministratore e tutelatore dei diritti di tutti i suoi cittadini?
Perché lei, donna, manager, politica, sensibile da sempre alle tematiche antidiscriminatorie, ci guarda come nemici e non come cittadini del suo governo?
Proprio oggi, in Italia, la comunità omosessuale celebra la Giornata contro l’omofobia. Crede che non ce ne sia bisogno visto che ha perso anche questa occasione per stare vicina ad una fetta consistente di suoi cittadini? I fatti capitati a Milano, ultimo quello ai danni di Paolo Ferigo, suggeriscono una lettura diversa dai suoi silenzi e assenze.
E’ vero, come scrive Davide Romano: «Che l’intolleranza contro i gay esista è certo. Che non muovendo un dito per combatterla si sia corresponsabili è altrettanto certo (…) E’ giunto il momento per il sindaco di decidere se andare al contrattacco o non far nulla, assumendosene tutte le responsabilità.» Che ha deciso di fare, sindaco Letizia Moratti?
Mario Cirrito
“Babilonia”
17 Maggio 2007 alle 15:01
Ciao Marianna,
bè non ho parole..ho passato tutta la mia adolescenza a cercare di capire le ragioni di chi discrimina…..ma forse ha ragione antonio dicendo che questi personaggi dovrebbero essere soltanto espulsi da qualunque tipo di consorzio e spediti il più lontano possibile……………..hai tutta la mia solidarietà….
17 Maggio 2007 alle 15:17
Non sono uno che tende a drammatizzare le situazioni nè per quanto mi è naturale a strumentalizzarle. Ma è certo che il clima di spaccatura che le escandescenze del vaticaname e degli opportunismi del centro hanno generato in questo paese se pure può essere esagerato dire che generano queste storture certo è che non le limitano. Brutto clima questo che stiamo vivendo ma continuo a pensare che sono i colpi di coda del pesce morente arenato sul bagnasciuga. Perchè la storia e il futuro che sta di casa oltrealpe non si può negare. Il futuro d’oltralpe faticherebbe a capire questi episodi come bollerebbe come folcloristico la scureggia dei minus habens autisti dell’Atm.
17 Maggio 2007 alle 18:48
ma sbaglio o era entrato in vigore qualcosa che stabiliva che l’omofobia e i comportamenti correlati sono un reato? la pollastrini è stata informata di quanto è successo?
18 Maggio 2007 alle 10:22
sul corriere di oggi lettera della pollastrini. i due dell’atm sono stati sospesi.
18 Maggio 2007 alle 13:39
Bravissimi!
21 Maggio 2007 alle 17:19
Dear Marianna, che ci vuoi fare? Il mondo è pieno di imbecilli… Che si può fare? Combatterli con le armi che più ci sono congeniali: l’intelligenza, la cultura, le idee, lo sberleffo. Anche se ogni tanto mi piacerebbe pure mollare due sberloni all’arrogantone di turno. Negri,ebrei, comunisti, froci. Chissà perchè la nostra civile civiltà sente sempre il bisogno di un capro espiatorio? Il discorso è troppo lungo e articolato per definirlo in una mail, e anch’io amo più la parola. Intanto mi chiedo quante belle location possiede Atm? E che bel gesto riparatore (???) sarebbe da parte del loro Ufficio Relazioni con il Pubblico concedere uno spazio per un’ iniziativa festosa contro l’omofobia? Magari con i due coglioni addetti a lavoro socialmente utile tipo pulire con la lingua i portacenere. I veri cani da lecca.
Besos.Alberto Riva
P. s. Articoli su La Repubblica e su Epolis Milano di oggi
22 Maggio 2007 alle 11:03
bellissima idea. se poi sei tu a selezionare la musica è fatta. perchè non lo proponiamo alla moratti?
25 Maggio 2007 alle 19:03
Il mio caso non fara’ scalpore e sicuro non e’ stato cosi violento ma ferisce ugualmente.
Fine di una partita di calcio in un centro sportivo in cui gioco con la mia squadra, esco dagli spogliatoi dopo la doccia, la mia compagna mi raggiunge e mi bacia parliamo e ridiamo insieme con affetto, un ragazzo sta riempiendo una bottiglia d’acqua li’ vicino, mi accorgo che ci guarda un paio di volte ma nulla di strano. Passano 5 minuti torna con il suo gruppo di amici e passando accanto a noi ci chiede “Ve lo date un bacino?” Io mi giro e gli chiedo quale sia il suo problema anche i suoi amici lo guardano strani e lui inizia una serie di insulti e minacce che nessuno credo si aspettasse. “A me le lesbiche fanno schifo zitta o ti metto la testa nel canale…” Noi non stiamo a farci insultare e rispondiamo, devo tenere calma la mia ragazza altrimenti finisce davvero che le mani le alza lei. Lui scappa negli spogliatoi dico ai suoi amici di riferirgli un paio di cose. Il tutto finisce li’ nulla di ecclatante solo il disgusto che un bamboccio si possa permettere di mancare di rispetto a una persona.