14 Settembre 2007
I fasti barocchi della Notte Bianca

La Notte Bianca capitolina è stata un successo di numeri. 2,5 milioni di presenze, economie da grandi numeri, eventi in ogni angolo e generalmente di buon livello. Il mio tour personale ha confermato secondo le mia personale impressione le critiche positive all’evento. Una festa più ammiccante al popolare che selezionata. Probabilmente se fossimo stati a Parigi avremmo visto eventi più all’avanguardia dal punto di vista artistico e forse meno frequentati. Ma Roma è Roma e sconta l’italianità televisiva per cui mi sento di ammettere, senza forzare l’esterofilia in noi congenita, che dal punto di vista culturale la media del belpaese non raggiunge i livelli noreuropei. Il nuovo corso della Roma veltroniana è la prosecuzione del barocco papale della capitale seicentesca. Ce lo vedo Veltroni come il nuovo imperatore che nutre a panem et circensem il popolo, ma la sua capacità mediatica e il lavoro fatto sulla città personalmente mi accontentano. E’ indubbio che rispetto a 15 anni fa Roma ha fatto un sensibile passo avanti, se non nella vivibilità quotidiana sicuramente nella percezione del cittadino e del turista. Seppure la capitale italiana non è al livello delle metropoli nordeuropee, scontando anni di sottocultura sparagnina e qualunquista, è vero che il sindacone romano ha spostato l’asse della città verso quella direzione. Oggi Roma non è più solo la festa de noantri, la pajata e la cicoria ma anche il luogo dove si incontrano culture diverse, dove seppur con molti limiti meglio che altrove si può pensare di avviare la propria attività . E rispetto agli anni di Sbardella mi sembra sia tanto. a-pizzola
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