18 Settembre 2007
Cimitero Acattolico nel cuore di Roma
 
A Roma i pochi che lo conoscono lo chiamano così. Sta dietro la Piramide Cestia, a due passi dalla metro. E’ un luogo particolare, di silenzio in mezzo al traffico metropolitano, come una pubblicità Cynar di Calindri. Solo che dentro a quel cimitero ci sono sepolti il fisico Pontecorvo, uno dei ragazzi di Via panisperna (fratello dell’appena scomparso Gillo), il Principe Yussupov, uno degli assassini di Rasputin, Dirk Hamer, il ragazzo tedesco ucciso da Vittorio Emanuele di savoia, l’architetto Perugini (tra le sue opere: il sacrario delle Fosse Ardeatine, la cittadella giudiziara di Roma a Piazzale Clodio, la casa albero a Fregene), e poi Shelley, Keats, Gramsci, Gadda, Dario Bellezza, la famiglia Marconi; gli innumerevoli reperti di epoca romana impiantati sui sepolcri ottocenteschi, l’Angelo della resurrezione di Simmons, la Psiche che si sveste delle sue spoglie mortali di Greenough e tanti altri illustri personaggi che la storia sembra aver dimenticato.
La gestione di questo luogo è quanto mai complessa, non si sa bene da chi e con quali soldi è amministrata. Così uno dei posti più incantevoli della Roma nascosta è quasi abbandonato a se stesso.
ALESSANDRO RUBINETTI, amico, attore, regista, sceneggiatore e molto altro ha avuto un’idea semplicemente meravigliosa. Organizza delle visite guidate teatrali per conoscere tutti i segreti e i misteri di questo cimitero settecentesco.
Per informazioni scriveteci e vi segnaleremo i prossimi appuntamenti.
VISITA GUIDATA TEATRALE
al PARCO CESTIO
(Cimitero Acattolico del ‘700 a Roma)
Da un’idea di Alessandro Rubinetti
3 Commenti a “Cimitero Acattolico nel cuore di Roma”
Scrivi un commento
Per inviare un commento devi fare il loggin.













30 Settembre 2007 alle 16:58
Al di là della originale iniziativa di Rubinetti, la cosa che mi piace sottolineare é la parola “acattolico”.
Mi riconosco molto in quella “a” privativa accostata a “cattolico” e nella civiltà racchiusa in un cimitero laico nella cattolicissima Roma.
2 Ottobre 2007 alle 14:53
a me a dire la verità non piace l’”a” privativo, come dice claudio risè presuppone che manchi qualcosa invece di avere un valore aggiunto.
Il posto però è molto evocativo perchè è uno spazio mentale prima che fisico in cui sembra transiti la storia. Non solo perchè accoglie i resti di personaggi noti e di tanti che hanno lasciato eredità pesanti per la nostra civiltà ma anche perchè sapere che sono li, ognuno sotto la sua pietra, rende più vera la storia, più vicina a chi li visita. Ma questo l’aveva detto prima e meglio di me Foscolo. Solo che starci dentro ti fa capire fino in fondo quello che poeti, artisti e filosofi hanno ripetuto e che noi abbiamo spesso mandato supinamente a memoria per esigenze scolastiche più che per sentita partecipazione.
13 Dicembre 2007 alle 17:31
Ho letto di una iniziativa molto bella con Proietti credo il 1° novembre 2006. Vorrei essere informata se possibile su altre iniziative di questo tipo o sulle nuove visite guidate in programma. Grazie. Anna Sardone