11 Maggio 2008
Travaglio del giornalismo nel Tempo che fa

Bufera su Travaglio che ieri a “Che Tempo che fa” ha accusato Schifani, attuale Presidente del Senato, di “amicizie mafiose”. Fuori dall’opinione su Marco Travaglio e sul merito del suo intervento, affrontiamo l’argomento qui su 1x100 perchè la cultura di un paese si basa sulla assoluta libertà di opinione di ogni cittadino ma anche sul rispetto dell’immagine e della reputazione di ognuno, prima ancora delle istituzioni che rappresentano il Paese. Ma. Ma il giornalismo, giova ricordarlo, serve a informare i cittadini sulle buone azioni della classe dirigente ma anche e soprattutto sulle eventuali malefatte e sui sospetti. E’ altrettanto doveroso in democrazia che il vero giornalista debba dare al pubblico una notizia che può ledere l’immagine di un cittadino solo ed esclusivamente se ha dati certi, dovendone rispondere in sede giudiziaria se questo non avvenisse. Il giornalismo, ce lo insegnano gli anglosassoni, maestri indiscussi in questa materia, non significa ospitare nel salotto il potente di turno solo per dargli modo di raccontare quello che vuole. Il giornalismo deve, nel rispetto della democrazia e dei lettori, informarsi, fare inchiesta, incalzare il potente sulle sue azioni perchè rappresenta la voce e l’interesse del cittadino che l’ha eletto. Travaglio non ha offeso nè istituzioni nè persone, non ha espresso opinioni tendenziose (sebbene anche questo non sarebbe stato riprovevole in democrazia), ha riportato dei fatti -ci auguriamo per il suo bene- suffragati da dati certi. Compito dell’informazione, e quindi della Tv pubblica, sospendere il giudizio sul giornalista, prendendone le distanze, fino a che non sia verificata l’attendibilità di quanto da questi dichiarato sotto la sua unica e insostituibile responsabilità . Compito, dovere e diritto del politico o dell’Istituzione accusati quello di replicare, chiarire agli elettori e al paese l’estraneità rispetto alle accuse subite e, eventualmente, citare in giudizio chi avesse leso la sua reputazione e la sua immagine pubblica. Compito della Tv pubblica nel caso in cui la Magistratura, eventualmente avocata, dovesse riscontrare la colpevolezza del giornalista prendere misure contro il condannato. Ma, se l’Istituzione accusata non dovesse chiarire la sua posizione, se il giornalista avesse le fonti e le prove per quanto dichiarato allora in un Paese democratico l’Informazione pubblica dovrebbe andare fino in fondo, chiamare al contraddittorio il politico e - senza perseguitarlo- portare avanti una battaglia civile perchè ogni dubbio venga fugato. Per il bene della Tv, dell’Istituzione, degli elettori e del Paese. Pillole di educazione civica. Ma non sono io, ultimo cittadino, a dover insegnare la Costituzione e la democrazia. Io però, ultimo cittadino, pretendo, non chiedo, di essere informato, nel pieno rispetto dei diritti di tutte le parti. - a.pizzola
6 Commenti a “Travaglio del giornalismo nel Tempo che fa”
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12 Maggio 2008 alle 18:10
Antonio, qui siamo in Italia non in Inghilterra o negli U.S.A. In questi due paesi Travaglio se menzognero, si sarebbe preso vent’anni di galera ed avrebbe dovuto pagare un risarcimento mostruoso, se veritiero, avrebbe fatto dimettere il presidente Bush con tutta la casa bianca o tutto il governo di sua maestà con maestà compresa. In tutta questa faccenda io noto con profonda tristezza, non tanto l’arroganza di chi è al potere ma l’assenza totale di chi, all’opposizione, dovrebbe tutelare la Costituzione e la Democrazia. Siamo al vuoto assoluto, alla dittura del tornaconto, dell’ignoranza, del menefreghismo, della maleducazione e chi più ne ha più ne metta. Per certi versi credo che il senso dello stato abbia vissuto maggior dignità sotto Mussolini che non sotto gli odierni uomini politici.
12 Maggio 2008 alle 19:29
Stefano in questa situazione e in questo paese mi sembra paradossale che la discussione si incentri su quanto sia mafioso il Presidente piuttosto che su cosa significhi fare informazione. Il neo governo ha cominciato malissimo, con propositi di epurazione, l’opposizione altrettanto, spostando l’attenzione sulla correttezza delle affermazioni del giornalista. A noi non resta, nel nostro piccolo, che cercare di riportare il senso a una discussione che il senso non ha, perchè noi alla democrazia e ai suoi meccanismi ci teniamo. Non è questione di opposizione e di governo ma di chiarezza dei diritti e dei doveri dei cittadini e di chi li rappresenta: ma tanto siamo in pochi, pochissimi a crederci.
12 Maggio 2008 alle 22:25
Su come si fa informazione basta andare a vedere nel mondo Anglosassone; non solo, occorre avere una grossa dose di onestà intellettuale e grande senso civico. Questo in Italia non esiste almeno nelle grandi linee. Si pone allora il quesito “che fare?” Bene, hai ragione tu: siamo in pochi, pochissimi a crederci ed allora non piangiamoci addosso (io per primo devo stare attento, perchè caratterialmente ci sono un pò portato, come al fatto di diventare furioso) e troviamo un modo per fare qualcosa di valido. Quando tu parli della chiarezza dei diritti e dei doveri mi ricordi la famosa frase che viene detta ai testimoni nei processi in america e che si adatta benissimo all’informazione: “giuri di dire la verità , tutta la verità , nient’altro che la verità .
14 Maggio 2008 alle 10:42
Scusate ma avete visto Matrix del 13 maggio? Quell’idiota di Mentana è,insieme ai tanti altri giornalai del potere vigente, l’espressione più vera di ciò che viene affermato nel post e dai relativi commenti.
I giornalisti più noti sono come il pupazzo Rockfeller (famoso nei programmi degli anni 80), con la mano del potente ficcata su per il culo che gli muove la bocca e che dice cose orribili senza muovere le labbra:
Berlusconi (e la casa di reclusione delle libertà ) ventriloquo come Louis Moreno e Vespa, Mentana, Fede & Cò. i Corvi Rockfeller!
http://www.youtube.com/watch?v=2GZ_xwE9Zxo
Avanti Travaglio! Avanti Grillo! Avanti Pizzola!
Luca
14 Maggio 2008 alle 17:20
Scusa Aries, non l’ho vista per il semplice fatto che leggendo il menù e trvando la parola escremento non vado neanche a leggere come è stato cucinato; sò già che non fà per i miei gusti, non lo ordino e basta.
14 Maggio 2008 alle 21:53
Scusa ma adesso che ci ho riflettuto sopra perchè dici che ti sembra paradossale la discussione incentrata sul politico, dal momento che sono loro che possono fare e disfare a proprio piacimento, tutto ed il contrario di tutto? L’informazione libera non esiste e se le cose stanno così, lo dobbiamo a questi signori ed a tutta la combriccola di affaristi a cui questi individui gestiscono e tutelano i patrimoni.