25 Giugno 2008
Italia Spagna 103-105%

La vera umiliante sconfitta degli azzurri italiani contro i rossi spagnoli si giocava fuori dal campo degli Europei, lontano da quella misera prova di indolenza e di incapacità alla reazione. Forse l’aspetto più interessante delle competizioni calcistiche è che gli undici in campo, non si sa in fondo neanche bene perchè, sono esattamente lo specchio del Paese. I dati che avvalorano questa bizzarra teoria sono usciti il giorno dopo la sconfitta: il Pil spagnolo ha storicamente superato quello italiano 105 a 103 %. La Spagna sembra essersi accanita con il Paese sconfitto ai rigori, risvegliando contro l’antico temuto rivale sentimenti di rivalsa. Ci hanno guardato per decenni con ammirazione, che in alcuni casi rasentava l’invidia, ma comunque ampiamente diffusa nell’immaginario popolare. Loro facevano il vino ma il nostro era superiore, l’olio ma il nostro era più ricercato, le scarpe ma le nostre infinatamente più eleganti, l’arte ma la nostra appariva ai loro occhi insuperabile. Loro giocavano a pallone ma non riuscivano in 88 anni a sconfiggerci. Noi siamo stati il loro incubo e il loro modello. Siamo stati il loro mito e non lo nascondevano. Adesso gli amici di quelle parti si chiedono cosa ci è successo. Non si spiegano perchè siamo invecchiati tanto in così breve tempo da delegare ai vecchi le nostre sorti. Vecchi non tanto per il dato anagrafico, (ma anche quello), ma soprattutto vecchi nelle aspirazioni, nell’interpretazione della realtà, nell’invenzione di un futuro.
Vecchi e sfiniti anche per giocare a pallone. Tocca solo sperare che questi siano i supplementari e non i rigori. a-pizzola
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