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18 Ottobre 2008

Autumn leaves…

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Dopo aver omesso per qualche tempo di esternare su 1x100, finito ogni residuo estivo e risolti alcuni inconvenienti tecnici, sono tornato come a scuola, tra i banchi.
Proprio dalla scuola voglio cominciare questa campagna d’autunno pro-cultura. Non mi dilungo sul come e sul perché la riforma Gelmini possa essere giusta o sbagliata, sarò neutro dicendo che si tratta di questioni “tecniche” (termine sempre utile per scantonare).
Ciò che m’incuriosisce è invece l’inevitabile paradosso che questioni serissime come questa sono in grado di generare.
Sorvolando sulle conseguenze complessivamente devastanti che ulteriori “downgrade” del sistema scolastico dell’obbligo possono generare, domando ai ministri competenti (Istruzione e Beni Culturali) se non hanno avuto nemmeno per un attimo il dubbio rispetto ad una questione come quella della conoscenza basilare del patrimonio storico, artistico, culturale, ambientale di questo grottesco Paese.
Se già oggi succede che fior di laureati hanno difficoltà ad articolare e scrivere periodi comprensibili, se già adesso non distinguono Pirandello da Martufello, se a mala pena sanno elencare e localizzare i principali monumenti italiani, domando loro che tipo di “cambiamento” hanno in mente.
Forse l’idea è che se alleviamo bestie col cervello bruciato da calcio, veline, mariedefilippi e valenitinirossi vari, da finti modelli e pseudo campioni (vedi la vicenda pedagogicamente orripilante della schermitrice che lascia la Benemerita per correre tra le braccia di Santoro), se li mettiamo nelle condizioni di conoscere 1000 parole in tutto, forse diminuiranno ancora le iscrizioni all’università, per cui si risparmierà, con gran soddisfazione di Tremonti.


Forse non scenderanno in piazza se qualche imprenditore lungimirante lottizza pure Pompei, per cui l’edilizia potrebbe tornare a tirare.
Forse penseranno che Rete4 e il TG2 siano la realtà e che quello che accade fuori casa, alla fin fine, é solo colpa della “gente ignorante”.
Potrebbero perfino trovare normale che venga scambiato per “democrazia” un sistema dove una soubrette senza alcuna esperienza possa fare il ministro, dove vai a votare non per chi vuoi tu, ma per coloro che vincono i concorsi da “leccaculo del capo” all’interno di certi partiti.
Putroppo, come diceva l’immensamente saggio e sempre compianto zio Costantino, barbiere in Yonkers (NY): l’ignoranza è brutta, ma l’ignorantezza mette paura!
E noi, quest’autunno, siamo andati anche oltre quella.


2 Commenti a “Autumn leaves…”

  1. stefano grassino scrive:

    A Roma si dice “al peggio non c’è mai fine” onde per cui non mettiamo limiti alla mostruosa IGNORANTEZZA e MALAFEDE dei nostri politici e di quella maggioranza del popolo italiano ( la i minuscola è voluta)che li appoggia. Ci sarà un’altro autunno, caro Giulio e sarà ancora peggio e giù giù verso gli abissi. Probabilmente l’Italia si dividerà in due: quelli che sanno e fuggiranno all’estero o si chiuderanno in casa loro e quelli che non sanno i quali, facendo comodo a chi governa, avranno soldi e onori. L’italietta vivrà in Europa come un secchio della “monnezza” vive in un appartamento pulito. L’ignorantezza mette paura a noantri ma per molti è pane quotidiano, l’unico di cui possono cibarsi; per favore non toglierglielo di bocca, potrebbero morderti la mano.

  2. admin scrive:

    Non avere strategie significa affrontare le questioni al contrario. Il problema della riforma scolastica è che si comincia dalla coda perchè non si ha l’idea di come approcciare dalla testa. La discussione è se incrementare o tagliare i posti di lavoro degli insegnanti e non che tipo di scuola abbiamo in mente. Anche la protesta si allinea alla demenza della proposta, tant’è vero che i sindacati sno in prima linea nella difesa dei posti di lavoro. Nessuno si preoccupa delo stato di salute della scuola, della didattica, dell’organizzazione dei corsi, del rinnovamento dei contenuti. Infatti una scuola inadeguata produce una classe dirigente inadeguata, questo è la realtà. brazil

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