9 Novembre 2008
All’ombra dell’Uomo Nero

Nonostante la sinistra non se ne accorga, le gaffe del Presidente del Bagaglino Nazionale sono sempre state il termometro dello stato di conapevolezza di se stesso rispetto a quello che accadeva nel mondo. L’ultima, la battuta su Obama a Mosca, che in una serata di amatriciane e paiate avrebbe avuto la sua ragione d’essere, aveva in realtà una strategia ben precisa ed insieme è stata il segnale di uno status chiaro. L’Uomo Nero Americano gli ha rubato la scena. Non solo. Ha fatto passare da sfigato l’ex Compare di barzellette, Bush, ridotto sulla scena mediatica globale ad una sorta di Jerry Louis cascato per errore sulla poltrona presidenziale, - peraltro a far guai pesanti. Non solo, ma ha offerto alla scena internazionale una risposta mediatica vincente e largamente più efficace alla sua, anche nel Suo - ovvero il Nostro- Paese. La vittoria di Obama ha sancito, nella parabola decadente intrapresa dal berlusconismo, la fine di un’era.
Non poteva Berlusconi restarsene a guardare l’inizio della sua fine all’ombra del suo alter ego gigante, il Golia che gli rubava la scena su tutti i media. E allora ha voluto attirare l’attenzione, peraltro riuscendoci, provocando lo sdegno delle testate internazionali, con una monellaggine da comico da teatrino nazionale spaghetti e mandolino. Il Gigante Americano ha avverito la mosca che gli ronzava vicino l’orecchio, ha aspettato che si posasse a fianco mentre il baraccone nazionale incitava alla vendetta, e l’ha schiacciata sul tavolo con una cordiale telefonata di tarda serata.
Il tutto mentre l’allegro ciarpame nazionale incitava i due contendenti, dall’una e dall’altra parte, aizzando Davide o l’Uomo Nero.
brazil
1 Commento a “All’ombra dell’Uomo Nero”
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12 Novembre 2008 alle 16:38
Certo che se per attirare l’attenzione su di me occorre che mi metta a fare il pagliaccio, meglio restare nell’anonimato, disse l’uomo con il senso della dignità e del rispetto di se stesso. Sappiamo bene però che questo è il paese delle marionette e tutto finisce in commedia: tragica (Mussolini) o comica (Berlusconi). Se ho ben capito il Sig. Obama dovrebbe essere un uomo con tutti gli attributi e mi aspetto gags a non finire quando vi saranno incontri internazionali, da parte del nostro showman. Da ateo, con un pò di incoerenza, parafrasando l’inno Inglese, “Dio salvi l’Italia”.