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10 Novembre 2008

Il fulmine teatrale di Paolo Macedonio

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Paolo Macedonio , Ma chi è? Se nella mia vita non avessi incontrato Emanuela , se Emanuela non avesse incontrato Alberto e se Alberto non fosse stato il cugino di Paolo, passando davanti a questa locandina teatrale mi sarei posto tale domanda. A tale domanda non avrei dato una risposta, non sarei entrato a teatro e cosi facendo avrei saltato uno degli spettacoli più belli che ho visto in questi ultimi anni. Ho capito, quindi, che anche per vedere uno spettacolo decente devi avere delle conoscenze. E questo è un peccato. Credo, che se Benigni facesse uno Show ed io non ci andassi, lo stronzo sarei io. Ma se lo spettacolo lo fa Macedonio, e io non ci vado, lo stronzo e chi non mi ha fatto sapere dello spettacolo. Ma spiegare perché la vera arte non viene pubblicizzata è un processo noioso e già visto. Parliamo dello show, dunque:

Con una perfetta dizione sporcata da origine siciliane, Macedonio accompagna il suo pubblico in un vortice di comicità, ritmo ed emozioni. Paoletto non si è inventato nulla di straordinario. Racconta la sua vita. E fortunatamente, per lui e per il pubblico, nella sua vita non ci sono intrighi, amori impossibili, paranoie sulla morte o sul significato della vita stessa. Ci sono solo cazzate. Ed è per questo che dopo anni che scambiavo la poltrona del teatro per un morbido cuscino, dopo due ore ero ancora rapito dall’energia di un piccolo attore che evita di recitare parole incomprensibili e si limita ad essere vero. Attore che si sarebbe potuto permettere di continuare per altre due ore senza per questo annoiarmi. Parla di parenti, amici, dei suo padre e della nonna che tenta di riempirlo periodicamente di cibo Agrigentino. Si esibisce in imitazioni esilaranti, si cala nei panni di vari personaggi, conosciuti e non, e racconta persino di essersi calato una pasticca. Senza mai nominarlo, parla di un sogno, di un sogno che hanno in troppi. Della passione per il teatro e dello stile di vita che gira intorno a questa passione. Della frustrazione che deriva dalla passione. Paolo mi ha fatto uscire appagato da un teatro, e non è cosa che capita tutti i giorni. Ecco perché sento di scrivere queste due righe di elogio. In conclusione dico solo una cosa: che se Macedonio non fosse stato il cugino di Lo porto, se Lo Porto non fosse stato lo zito della Signorina Costa, e se la Costa non fosse stata mia amica, non avrei mai visto questo spettacolo. E questo mi avrebbe fatto incazzare!

Daniele Di Tommaso


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