21 Novembre 2008
Villari sei il nostro Eroe!

E’ interessante come in questo Paese, in cui le dimissioni non sono più un dovere etico ma un optional, al pari del lettore Mp3 sul cruscotto, si sia levato un coro unanime di maggioranza, opposizione e delle figure istituzionali contro Villari, neoeletto presidente di commissione Rai provvisorio e a termine.
Non abbiamo assistito a una presa di posizione netta e condivisa in nessun grave caso di attentato all’integrità di istituti pubblici, nè contro Cuffaro, re dei cannoli siciliani, nè contro Del Turco, ladro di sanità pubbliche, nè contro decine di deputati, da Previti a Dell’Utri, condannati per nefandezze che avrebbero fatto vergognare qualsiasi commesso di qualsiasi altro paese europeo o americano.
Invece il coro unanime si è alzato quando la vittima sacrificata all’altare delle lottizzazioni partitiche della tv di stato, una volta conquistato lo scranno temporale, si è rifiutato di soggiacere ai giochi di parte. Ecco quindi che il povero Villari, Barabba provvisoriamente prestato alle decisioni bipartisan (sempre tali quando si tratta di poltrone) assurge a ruolo di Eroe. Mentre tutti i potenti del Paese sono caduti nel panico, vittime delle loro stesse ridicole strategie da Prima Repubblica (quando ancora questi giochetti sapevano gestirli), il popolo si piega in due dalle risate. Risate amare, unico sentimento popolare ancora vivo in questo squallido panorama da teatrino postmoderno.
Villari siamo con te, il popolo italiano è con te. Resisti finchè puoi. Ti espelleranno da tutte le scuole del Regno ma conserverai almeno quello sprazzo di spirito italiano bastardo che i migliori di noi salutano come segno di ribellione ad uno stato di cose che non riesce più neanche a commentarsi da solo.
a.pizzola
aggiunta postuma
Eh si, non ci sono dubbi: Riccardo Villari li ha fregati tutti. Non ha
avuto nessun riguardo per Veltroni, non sta avendo nessun riguardo per
Berlusconi, Fini non lo ha filato proprio, a Di Pietro e Orlando manco
li pensa.
In altre parole un eroe. Il suo gesto ha ridicolizzato
le finzioni istituzionali legate agli accordi di potere tra maggioranza
e opposizione, ha cancellato il malcostume italico delle soluzioni di
comodo e asettiche, contrabbandate come candidature “istituzionali”, ha
sbertucciato il messianismo manopulitista autolegittimista dei
dipietristi.
Un secolo e mezzo di utopie anarchiche, di battaglie
ideologiche sul rapporto tra democrazia e potere, fiumi d’inchiostro
sprecati in contumelie e scaricabarili, tra accuse e rimpalli di
responsabilità sono stati cancellati da questo simpaticissimo medico
campano, ex allievo di Clemente Mastella.
A cinquantadue anni Villari incarna il prototipo dell’italiano del terzo millennio, l’uomo
nuovo. La mutazione genetica del trasformista italiano si è finalmente
compiuta e, come gli scienziati pazzi di certi film, Villari ha voluto
sperimentarne gli effetti su se stesso.
E gli effetti sono stati esilaranti. Più che il Parlamento sembra il
film “Una Poltrona per due” con Eddie Murphy a Dan Akroyd, anche nel
finale con i due potenti tanto arroganti prima quanto coglionati dopo.
Eppoi, alla fin fine, Leoluca Orlando (Cascio, come diceva quell’altro
campione di Cossiga) chi e che cosa avrebbe dovuto garantire nella
commissione di garanzia per la RAI? Mica l’ho capito.
Grazie On. Villari, grazie a nome di tutti gli agnostici relativisti
italiani. La sua scelta ha sancito definitivamente il fatto che non c’è
davvero più religione.
E meno male.
g. mastrogiuseppe
4 Commenti a “Villari sei il nostro Eroe!”
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21 Novembre 2008 alle 15:48
La volontà di Villari di non dimettersi da una carica alla quale è stato regolarmente eletto non è, a mio parere, motivo di alcun particolare scandalo; in ogni caso, quanto detto nell’articolo circa la evanescenza della classe politica italiana in termini di riferimento, neanche culturale, ma anche solo organizzativo, è assolutamente condivisibile.
Mi permetto però un appunto, che è secondo me essenziale nel dibattito sullo stato dell’Italia come Paese civile e democratico: ma prima di definire chicchessia come “ladro”, non sarebbe il caso di attendere una sentenza definitiva di condanna? Non sarebbe il caso di riflettere sulla circostanza che per definire chicchessia “ladro” non può essere sufficiente da un lato la testimonianza di chi ladro lo è davvero per sua esplicita ammissione e dall’altro le conferenze stampa di un Procuratore della Repubblica che, come a noi ben noto, nel caso il suo ragionamento fosse sconfessato in giudizio, non subirebbe la benchè minima sanzione dall’aver imprigionato un soggetto eletto, per altro direttamente, dal popolo sovrano? Perchè non è solo Villari ad essere stato eletto regolarmente in questo Paese.
Cordiali saluti.
Riccardo Salvini
21 Novembre 2008 alle 21:55
Villari è il più odiato dai suoi colleghi onorevoli (a dir la verità molto poco) perchè li ha fatti fessi ed in Italia non c’è affronto peggiore che farsi fare fesso. Un ignoto, fino ad ieri, politicante che diviene improvvisamente il simbolo di tutto quel popolo italiano che ogni giorno grida vaffà alla sua classe politica…..mitico Villari. Intanto leggo che quasi sicuramente la Sen.ce Hillary Clinton prenderà l’incarico di segretario di stato dopo che il marito ha accettato che tutte le attività future legate alle sue fondazioni siano sottoposte a controllo da parte dello staff della casa bianca per evitare che sorgano problemi di conflitto di interessi. Quanto amaro in bocca….va bè ma quello è un’altro pianeta. P.S. Scusa Giulio tu che hai doppio passaporto mi dici come si Fà per averlo?
22 Novembre 2008 alle 00:35
Oddio, io proprio eroe non lo definirei… ma sono d’accordo con te. Certo che tra Villari ed i pizzini La Torre/Blowjob il PD ha toccato il punto più basso (ma potrebbe andare ancora più giù)- francesco su fb
22 Novembre 2008 alle 00:47
Ricsalv, sono perfettamente d’accordo con te e con le garanzie, derivanti, badabene, dall’esatta divisione dei ruoli e delle funzioni. Magistratura da una parte, politici dall’altro con in mezzo il popolo a giudicare tutti. In un sistema dove non esista monopolio e oligopolio eterno, gerontocrazia meno saggia che delinquente, informazione sana e democratica, giustizia funzionante. In una parola in un paese dove chi ruba i soldi pubblici il giorno dopo la I sentenza almeno venga “dimesso” d’ufficio fino a sentenza defintiva. E se fosse confermato colpevole che gli venisse congelata la pensione e messo ai lavori sociali a guadagnarsi da vivere. Fino ad allora preferisco un amministratore lontano dalla mia cosa pubblica, se in odore di delinquenza… antonio