
Presentata il 29 settembre l’iniziativa Maratonarte, di concerto fra il ministro Rutelli e la Rai. Una serie di spot e un programma tv per raccogliere fondi per salvare sette siti monumentali italiani che rischiano di scomparire. Iniziativa meritoria, chi può dissentire quando in gioco c’è il nostro patrimonio e la responsabilizzazione del cittadino di solito poco educato al problema? Ma qui non si tratta di un’associazione culturale nè un grido di allarme di un cittadino sensibile ma è la massima autorità istituzionale a questo deputata, oltretutto vicepresidente del consiglio, che chiede soldi al cittadino per intervenire laddove le istituzioni non hanno avuto la capacità/ possibilità di fare. Manca una premessa forse, che sarebbe suonata come una denuncia al governo o allo stato del paese, abbandonato a se stesso. Come dire: sappiamo che è importante il nostro patrimonio ma non abbiamo i soldi per mantenerlo. Ci sarebbe voluta un’idea che funzionasse da incentivo e insieme sancisse un principio. Ogni privato, azienda o cittadino singolo che decida di finanziare il restauro di uno dei monumenti potrà detrarre il suo contributo dalla denuncia dei redditi. Sarebbe un modo per rendere consapevole il cittadino che non si tratta di un’elemosina o di una beneficenza ma della salvaguardia di un bene che è suo ed insieme del mondo, prima ancora che del paese. Un modo per segnare la differenza fra un governo realmente riformista dalla schiera dei demagoghi dell’ultim’ora, pronti a vendersi il Colosseo per rimpinzare le casse dello stato defraudate dall’evasione dei furbetti nostrani. a-pizzola-
5 Commenti
Chi ha scritto questo articolo mi stupisce profondamente e mi sconcerta: pensare che i nostri politici arrivino a capire una aventuale defiscalizzazione come viene qui proposta ha dell’assurdo se non del pazzesco. Bisogna anche aggiungere che al popolo Italiano la cultura non interessa un beneamato niente. C’è una considerazione oltretutto che è ancora più grave; vediamo di spiegarci bene. Premesso che un popolo che non ama il proprio passato, la sua memoria e cultura non è degno di chiamarsi civile, dovrebbe almeno capire che c’è bisogno almeno di mangiare ed i beni culturali dell’Italia sono una miniera inesauribile. Potremo vivere quasi esclusivamente di turismo, se solo ci sapessimo organizzare (cosa che sembra impossibile, sopratutto nelle alte sfere) arrivando secondo il mio parere a risanare il debito pubblico con le tasche di mezzo mondo. L’assurdo è che i nostri di Montecitorio, se si dessero da fare, potrebbero aumentare la possibilità di farsi maggiori e più cospicue mazzette (dobbiamo insegnargli pure a magnà poveri noi). In effetti non trovo altro che il sarcasmo per giudicare queste iniziative Rutelliane le quali mi riportano alla mia gioventù, quando dal convento dei Padri Cappuccini, usciva un frate (un pò tonto) chiamato per l’appunto frate da cerca che andava in giro questuando un pezzo di pane per i poveri frati del convento.
Credo non sia importante che lo capiscano i nostri politici perchè se non sono stati in grado fin’ora è meglio cambiarli…..TUTTI!
Importante è che lo capiamo noi tutti…..così sapremo cosa fare!!
Spero che abbiate capito il mio sarcasmo, il quale purtroppo non è rivolto soltanto ai nostri politici (troppo bello sarebbe) ma alla maggior parte del popolo italiano. Secondo me le cose inizieranno a cambiare quando sorgeranno migliaia di siti come questo, o quando occoreranno decine di persone per gestire “1×100″ tante saranno le adesioni, le lettere, gli interventi ed i contatti reali tra gli iscritti, mettendo in moto un fortissimo movimento di opinioni culturali. Fino ad allora lavoriamo, senza eccessive illusioni perchè lo ripeterò fino alla nausea: in questo popolo non ho molta fiducia.
che dire stefano? In questo paese c’è un centro destra Tremontista che alla riunioni con gli enti manifestazione dice pubblicamente: le feste fatevele con i soldi vostri (sic), che promuove leggi di svendita dei monumenti pubblici e c’è una sinistra che a parole punta tutto sul patrimonio culturale ma non riesce a tirare fuori una sola idea per investire nel settore. Non ci crede? Non è abbastanza lungimirante? Non riesce a sfondare il muro delle opposizioni interne? Non lo so e ha poca importanza chiederselo. So solo che non si giustifica nè l’uno nè l’altro atteggiamento. Il tesoretto è stato preda delle opposte fazioni ma alla fine è andata sprecato fra rivoli e contentini. Le palle, per usare un eufemismo vacanziero, non sono di questa classe dirigente. A noi, visto che nel movimento di massa costruttivo ci credo poco, non resta che continuare con teastrdaggine a rompere gli schemi. Con uno sforzo in più, per non fare del Grillismo. Lo sforzo di proporre idee alternative e progetti. Perchè se arrivano, stai pur certo che nella pochezza diffusa, diventano idee meravigliose.
Bene, concordo pienamente nelle tue due ultime frasi, caro Brazil. Però a questo punto, mi sono rotto le scatole del populismo democratico e rivendico il diritto nel credere che chi appartiene a questa associazione, lo fà perchè ha una marcia in più nel proprio cervello rispetto a quello di un popolino servo, massificato, bue ed ignorante. Per troppo tempo ho tentato di dialogare con gente della quale mi sono poi accorto essere insensibile alle tematiche da noi amate. D’ora in avanti parteciperò (pure con snob) soltanto a colloqui con persone che riterrò sensibili ai temi della creatività e di conseguenza mi ciberò, ben felice di farlo, solo di quelle idee meravigliose di cui tu parli. Scusa la durezza che alle volte può sembrare presunzione e forse lo è ma è sempre presente nella mia mente quel bellissimo racconto di Hermann Hesse “I giuocatori delle perle di vetro”.