
Si discuterà di creatività, cultura ed economia. Racconteremo delle centinaia di risorse creative che mandano avanti questo paese ma che spesso vivono delle briciole dell’industria culturale. Si parlerà delle proposte concrete che il MOve On mette in campo per dare ossigeno alla cultura di questo paese, del sogno di paese che vogliamo raccontare. Ne parleremo con i nostri interlocutori politici, i candidati al Pd che si sta costituendo. Non è, lo diciamo chiaramente, la solita trappola elettorale. Chi ci conosce sa che questo non è nelle nostre corde. Ma siamo pronti a confrontarci in modo trasparente con qualsiasi settore della vita pubblica sia interessato alle nostre proposte. Politici di qualunque schieramento, imprenditori, associazioni di categoria, professionisti e quant’altro. E’ il nostro modo di fare politica vera, noi che alla politica ci crediamo, almeno a questa politica. Per questo ci incontriamo. Non solo per bere un cocktail ma per discutere. Come purtroppo non si fa più in questo paese da tempo. E se i candidati presenti al dibattito saranno in grado di convincere qualcuno saranno stati bravi e avranno fatto il loro lavoro. A noi, intanto, ci interessa sentire cosa ne pensate. Vi aspettiamo.
Appuntamento al Riparte Caffè in Via degli Orti di Trastevere 1, Giovedi 11 ottobre dalle 19,30.
8 Commenti
E’ inquietante Pizzo’: avevo pensato esattamente a quell’immagine del “Giuramento della Pallacorda”, anzi al dipinto di Jean Louis David. Tant’è che proprio qualche giorno fa la citavo durante un altro incontro… Illuministi dentro.
per l’incontro ho mandato un bel po’ di mail, vedremo l’esito. (cioè: spero che lo vedrete sotto forma di tante facce sconosciute), per paola concia ho scritto un pezzetto sul mio blog. cominciamo a pensare a un vero scambio tra questo e il mio blog, da mettere in atto appena mi arriva il nuovo computer. mi sembra importante.
Sul ritratto. L’unico dubbio che mi sembra che litighino, una specie di Ballarò ante litteram. Che nostalgia dei tempi quando si parlava uno alla volta… Giovedi il primo che si sovrappone lo sbattiamo fuori a calci in culo. La democrazia è innazitutto rispetto, se non addirittura silenzio quando la bocca non è costretta a dare fiato per forza…
Ci si vede al Riparte…!!
Grazie per l’invito, ma non mi sento di aderire nè di partecipare a momenti di “campagna elettorale”per qualsivoglia candidato . Tantomeno per sostenere ancora una volta candidati di una finta sinistra.In questo momento sono impegnata a sostenere campagne a favore dei diritti umani e dei diritti dei bambini. Trovo che sia un modo migliore per impegnare il mio tempo e la mia creatività.
Un abbraccio
Paola
cara paola,
accetto ovviamente la tua posizione ma scusami se non la condivido. Stasera, come espressamente scritto nel post, noi non candidiamo nessuno nè costringiamo nessuno a votare. Siamo scettici quanto tanti di voi bombardati da nomi e facce che spuntano come funghi a chiederci il voto. Ma la politica, ovvero il confronto, quella Paola è irrinunciabile. Non c’è altra strada pr la democrazia. Certo c’è la protesta, c’è Grillo e il suo movimento ma anche lì, dopo il vaffanculo, bisogna scegliere da che parte stare. E per scegliere c’è bisogno di confrontarsi, di starsi a sentire, di intervenire e dare il proprio contributo. La beneficienza e il volontariato sono ottime scelte -magari la facessimo tutti- ma scusami le scelte di fondo che ci interessano tutti, ad uno ad uno, non le fanno i volontari ma gli amministratori. La rinuncia alla politica, l’antipolitica è indotta perchè funzionale al potere che si autoconserva. Anche Grillo è funzionale al sistema perchè seppure portasse venti milioni di persone a non votare ce ne sarebbero altrettanti che sceglieranno i loro rappresentanti. E saranno loro a fare le scelte anche per i volontari, per i disoccupati, per le vecchiette e per i giovani. La rivoluzione non è andarsene in Africa ma continuare imperterriti qui a rompere gli schemi oltre che le palle. Spero cambierai idea. Un abbraccio, antonio.
La serata era una buona idea, e comunque valuto sempre positivamente iniziative come quella, che promuovono la partecipazione attiva e che costano comunque un grande sforzo a chi si prende la briga di organizzarle. Voi avete da sempre tutta la mia ammirazione ed anche appoggio ed aiuto se vi dovesse servire.
Devo dire che forse io l’avrei organizzata post-elezioni e non pre, per evitare qualunque tipo di “conflitto di interesse”, che anche se solo presunto poteva indebolire la fiducia nella “purezza” dell’incontro. Nel senso che è difficile pensare che le parole della candidata, che doveva essere votata di li a due giorni, non fossero in qualche misura, anche solo inconsapevolmente, condizionate dal desiderio di conquistare potenziali futuri elettori. In ogni caso, la serata è stata interessante. Io, da parte mia, ho purtroppo riconfermato la mia sensazione di lontananza e sfiducia da quelli che parlano di politica. Mi viene semplicemente un senso di nervoso, mi sembra che vengano ripetute cose già dette, non riesco a vedere in chi mi parla la reale forza per cambiare qualcosa. Questo nonostante non abbia nulla contro Paola Concia in particolare, anzi ha anche detto cose condivisibili. In particolare vi/ci ha in qualche modo redarguiti: ha detto “non potete pretendere che la vostra proposta in soli due anni venga discussa e votata”. I tempi della politica sono altri, ed anche le priorità, e prima di creare una forza tale da rendere una proposta valutabile in Parlamento, ci vuole molto più tempo. Questo lo condivido, e non penso d’altra parte che debba scoraggiare nessuno
ribadisco quanto su risposto ad alessandro e paola. La nostra iniziativa è stata trasparente e chiara. Noi incontriamo i candidati perchè a noi interessa capire come la pensano, soprattutto rispetto ai temi a noi cari. Se i candidati saranno bravi a convincere gli astanti guadagneranno voti, altrimenti no. Ma quello che è importante è che noi non ci stanchiamo di strali a sentire, perchè l’alternativa è l’alibi del “sono tutti uguali”. Però, scusami pat, ma se pensavi questo perchè non ti sei alzata in piedi e l’hai detto chiaramente? nessuno ti avrebbe insultata, anzi… la partecipazione reale prevede l’esposizione personale. Si comincia così per arrivare a pretendere.