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Galileo Galilei

 Bertold Brecht nella sua opera vita di Galileo fa dire al suo personaggio: “scopo della scienza non è tanto quello di aprire una porta all’infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all’infinita ignoranza”.
Altrettanto vale per la creatività che come una melodia nasce e si diffonde libera, senza condizionamenti, pura e fine a se stessa [...]

 Bertold Brecht nella sua opera vita di Galileo fa dire al suo personaggio: “scopo della scienza non è tanto quello di aprire una porta all’infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all’infinita ignoranza”.
Altrettanto vale per la creatività che come una melodia nasce e si diffonde libera, senza condizionamenti, pura e fine a se stessa ma che diviene universale quando rende partecipi gli uomini che sanno apprezzarla. Tutto questo però non basta se resta fine a se stessa e non si adopera a porre una barriera a quel mostro che è l’ignoranza. Noi non dobbiamo nè possiamo fare i salvatori della patria ma mettere ciascuno il nostro piccolo mattone, quello si, quello è e deve essere alla nostra portata. Se leggiamo il nostro passato non possiamo non renderci conto di quanto male, la mancanza di conoscenze, abbia fatto all’umanità intera. Roghi, pestilenze, guerre e carestie, linciaggi, torture fisiche e morali e chi più ne ha più ne metta hanno dominato nei secoli la vita e la mente dell’uomo. Tutt’oggi, purtroppo molti di quegli accadimenti continuano anche se dei passi in avanti sono stati fatti. Esiste a mio avviso il grosso problema di coloro che si spaventano davanti al “nuovo” ed irretendosi, sobillati anche da politicanti ed affaristi senza scrupoli, vengono spinti ad abbattere quel muro faticosamente eretto nei secoli da menti illuminate. Per questo non mi stancherò mai di ripetere fino alla nausea che, se come associazione, sapremo trasmettere a molti ragazzi spaesati di cui parlava Alessandro, la passione alla ricerca, la voglia di conoscere, il gusto dello scontro e della battaglia in nome dell’ amor proprio, il desiderio di farsi avanti perchè abbiamo un cervello e vogliamo essere rispettati per quello, non potremo che guadagnarne in serenità.  Spero che mi venga scusato il fatto che spesso mi lascio trasportare dalla passione, cosa che alle volte può anche essere negativa ma oggi vivo in un paese che sembra dormire su se stesso mentre i vermi divorano il suo corpo. Rifiuto l’idea della resa; rifiuto di piangermi addosso; rifiuto di accettare supinamente l’abbrutimento mentale a cui tentano di sottopormi con i loro mille trucchi. Voglio vivere consapevole che possono incatenare le mie braccia ma non riusciranno mai ad incatenare il mio cervello. Ciao Stefano

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