
Concita De Gregorio nell’inserto Cultura di Repubblica ha toccato il tema della conoscenza nel rapporto giovani-vecchi. Dice che siamo la prima generazione che insegna ai propri genitori, invertendo il naturale processo cognitivo dell’uomo. Il bambino cinese nato in Italia che va a scuola e traduce l’italiano ai propri genitori, i ragazzini che insegnano l’Ipod al padre, e noi che faticosamente diciamo ai nostri vecchi come inviare una mail. In Spagna, paese culturalmente avanzato, un gruppo di 200.000 giovani volenterosi hanno lanciato una campagna nazionale per insegnare ai pensionati l’uso del computer nelle strade e nelle piazze. Ma, c’è un ma. La conoscenza che tramandiamo ai nostri vecchi è del tipo “orizzontale”, veloce e immediata, manca di approfondimento. Ci basta clicckare Dante su google per leggere chi è e cosa ha scritto, senza bisogno di sfogliare decine di libri polverosi chiusi in una biblioteca. Ma dobbiamo già conoscere Dante per sapere cosa cercare, altrimenti non riusciamo a districarci nel fiume di informazioni che scarichiamo dalla Rete. Non riusciamo a trasmettere ai nostri figli, nati con il web, il sapere “verticale” figlio dell’approfondimento, del sacrificio intellettuale. A proposito del conflitto generazionale di qualche post fa, lo scambio che fa crescere dovrebbe essere reciproco. Da una parte la comunicazione veloce, orizzontale e immediatamente aperta al mondo, dall’altro la comunicazione lenta, verticale, che cresce sull’esperienza diretta. Del resto passeggiare sul ponte di Brooklin non è la stessa cosa che guardare New York su google earth. Avere a disposizione milioni di video su Youtube non ci arricchisce un solo neurone se per selezionarne uno di qualità dobbiamo cascarci per caso.- a.pizzola-
13 Commenti
meno male che c’è questa osmosi,là dove non si verifica c’è ignoranza e solitudine.
informazione,cultura…..ma la legge sulla riforma televisiva non potrebbe aiutare un pochino !!!!!?!!!!
E questo Anto, mo’ so cavoli tuoi, questo tuo pezzo te lo posto sul nostro blog domani.
Moooolto cool.
Andate a vedere l’articolo di Diamanti su
http://www.lbunder40.ilcannocchiale.it
caro-a rupe, credo che la televisione, per quanto illuminata, sia dello stesso genere del computer. Appartiene alla conoscenza “orizzontale”, quella che apprendi ascoltando e senza ulteriori approfondimenti. SE vuoi l’approfondimento devi andare a cercarlo altrove. Io ci sono nato con la tv e ho insegnato ai miei a cambiare il vhs e il dvd, ma solo da mio nonno ho capito il valore del silenzio come strumento di comunicazione e di conoscenza. Come avrei fatto con la tv?
Per me il libro è tutto. Il libro è sentimento, amore, conoscenza e memoria senza la quale non potremo esistere. Il giornale, la televisione, internet, sono solo di supporto. Importanti ma solo dopo che il sapere, attraverso il libro è entrato in noi. E poi l’uomo. Il valore del silenzio del nonno di brazil: il suo sguardo, il tenue sorriso, la sua flebile voce che narrava anni ed anni di vita vissuta assieme ad altri, alle loro esperienze ed a quelle di un’intera generazione. Il suo narrare come le righe di un libro; un libro di vita e che importa se non era il racconto di un capolavoro letterario: era l’espressione di un sentimento puro e tanto basta a chi ama la vita. Tutto questo esiste soltanto nel nostro cervello e non in una macchina fredda. Io ad un pianista perfetto sul piano tecnico ma senza emozioni, ne preferisco uno meno bravo ma che mi trasmetta la parte più vibrante di quella musica.
brazil,stefano grassino
nella prima televisione,per quanto “orizzontale”
potesse essere ,c’era tanta di quella cultura e anche arte….c’era anche il maestro Manzi che insegnava con grande umiltà e capacità a LEGGERE E SCRIVERE agli italiani,che poi hanno sempre meno letto libri e visto sempre più tv,che oggi ha una funzione diametralmente opposta e purtroppo molto più efficace.
Sapete poi ,forse la parolina “solidarietà” oggi gli italiani la usano solo per i vari Telethon,per i personaggi tv etc non in senso “orizzontale”
Rupe, nella prima televisione c’era lo stile, fondamentalmente. E c’era ricerca con l’entusiasmo di un mezzo di espressione nuovo. Io sono grato alla tv. Vengo da un paese dell’entroterra abruzzese che fino agli anni 70 era anni luce distante dal mondo. La tv ha cambiato quel paese come ha cambiato gran parte della provincia italiana. L’ha traghettata facendola evolvere, in ogni senso. L’ha anche abbrutita, sotto certi aspetti. Ma l’ha messa in contatto con il mondo esterno, sia pure in senso orizzontale. Poi è arrivato l’auditel, la strumentalizzazione di quello che piace al pubblico. In nome dell’auditel ci hanno fatto ingurgitare il peggio della produzione umana. L’auditel dell’italiano consumatore è il principio al quale sacrificare ogni contenuto. E’ arrivato però il momento di ribaltare il principio che non è la domanda che crea l’offerta, ma il contrario. Il pubblico si prende quello che gli offri, non in senso bestiale ma critico. Finchè ci saranno i mediocri della produzione dei contenuti ci sarà l’alibi del sacrificio all’auditel. Si può fare buona tv come si può fare buona scrittura, buona musica e opere d’arte valide. Bisogna avere qualcosa da dire e sapere come comunicarle. Tutto qui. Non è poco, direte, ma le chiacchiere costruite intorno all’elogio della tv spazzatura sono strumentali alla povertà di idee, non il contrario.
da decenni ormai il marketing svolge il ruolo appunto di ribaltare ,confondere l’offerta con la domanda,ossia la copertura delle necessità con la loro manipolazione.Ora è il consumatore che si adegua all’offerta,mentre l’offerta dovrebbe essere alla luce del progresso e della cultura quello di cui necessita il “consumatore”.Tutte le dittature,sia quelle feroci e disumane che quelle
puramente mediatiche cercano di imporre la “domanda”.
Allora la vogliamo cambiare sta legge sulla televisone ? TVRVoxson per esempio è ancora “fuori legge”
ma il progetto di gentiloni sai che fine ha fatto? non ci doveva essere il database dei proprietari dei ripetitori sul territorio nazionale?
hai un’idea su come cambiare la legge sull’emittenza grigia? inviaci un’email e ne parliamo. no?
Lo dico anche a voi: ci dobbiamo conoscere di persona, ci dobbiamo frequentare magari trovando un locale pubblico tipo caffè letterario dove ognuno di noi sà che (magari il sabato) trova sempre qualcuno dell’associazione con cui fare due chiacchere. Portiamo amici, facciamoci conoscere perchè in questo fottuto paese sono molto più preparati i poveracci come noi dei capoccioni che comandano. Diamooci da fare, studiamo iniziative, faremo molti errori ma chi se ne frega: almeno potremo dire di vivere come vogliamo la nostra vita. Io, le poche volte che ho avuto modo di contattare qualcuno di noi ho avvertito delle enormi potenzialità. CAZZO non facciamo vincere l’ignavia.
boys i’m very old
per la Gentiloni vediamo di approfondire,ma poi bisogna fare.
Stefano,
noi si sta cominciando a farlo con questo.
E’ per gli under40 ma in realtà apre un dibattito tra under e over per trovare una maggiore consapevolezza comune.
http://www.lbunder40.ilcannocchiale.it
Anto,
oggi posto questo tuo pezzo. però potete andare a commentare i precedenti.
ho copiato anche sul mio blog, compresi un po’ di commenti, credo sia questo il modo più efficace e semplice di far interagire (scusate la parolaccia) Cattivi Pensieri e 1×100. Ogni tanto io acchiapperò di qua e butterò di là. Se voi volete fare lo stesso ok. Intanto, vediamo l’esito.
Intanto beccateve il trafiletto del libro di Boeri “contro i giovani” su LBU40.
Alla fine dice che i 40enni dovrebbero fare le riforme… come?
Sarebbe interessante fare un incontro con questo signore.