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Il disagio dei Residenti

E’ da un pò, non da sempre, che la gente si lamenta del “rumore”. Il “disagio dei residenti” è diventata un’esigenza prioritaria, un diritto inalienabile pari alla libertà di pensiero. Il nostro condominio, che ci ha scritto per il fastidio del sabato sera mensile di MakingOff, – gente che chiacchiera fino a mezzanotte!!!! e addirittura [...]

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E’ da un pò, non da sempre, che la gente si lamenta del “rumore”. Il “disagio dei residenti” è diventata un’esigenza prioritaria, un diritto inalienabile pari alla libertà di pensiero. Il nostro condominio, che ci ha scritto per il fastidio del sabato sera mensile di MakingOff, – gente che chiacchiera fino a mezzanotte!!!! e addirittura la musica!!!!- aveva già decretato il divieto ai bambini di giocare nel cortile, perchè non ci fanno riposare!

Testaccio ha inventato la ZTL, 16 pattuglie di vigili fermi in macchina due notti a settimana fanno, conti alla mano, 20.000 euro al mese di soldi pubblici per tutelare il silenzio nel rione. Intere flotte di associazioni di residenti che espongono, denunciano, si riuniscono, complottano, emanano editti conominiali per regolare il silenzio. Perchè senza silenzio non si può ascoltare la tv, il ronzio di sottofondo della nostra insulsa quotidianetà.

E dico Testaccio perchè qui la contraddizione è evidente: nemmeno 20 anni fa il Rione romano più popolare, il quartiere di Gabriella Ferri, passava le notti fuori di casa e nelle cantine a bere e cantare. Questo ingentilimento del popolo, questo odore di civiltà composta che prende le distanze dalla nostra autentica cultura latina- lerci e sudati a fare notte per strada- ha reso le nostre città morte come la gente che le abita. Risiedere è diventato sinonimo di riposare, non di vivere, perchè le attività debbono esserci ma in un altrove indecifrabile. – Andate a far casino da un’altra parte!, spostiamo i locali fuori dal quartiere, le notti bianche fuori dalla città, come se l’altrove, la periferia extracomunitaria e rumorosa, sia la nostra fogna, lo sfogo degli istinti inconfessabili che la città nasconde.
La verità è che la città come chi la abita è vecchia. Oltre il dato anagrafico che pure ha la sua importanza, è stanca di guardare gli altri, di starli a sentire e, quel che è peggio, è invidiosa che ci sia qualcuno che si sappia divertire. In nome dell’Ordine e della Sicurezza si costituiscono ronde, si fa divieto di bere e fumare, si limita l’impatto acustico dei concerti. Superare il limite consentito di decibel è reato penale, come coltivare mariuana, molto più grave di portare in bancarotta un’azienda dichiarando il falso.

Questo perbenismo da messa della domenica, quest’ansia di tranquillità dentro le mura -fuori l’ingovernabile- ci ha già portati giorno dopo giorno tutti a trovare ragioni dove non ce ne sono, a mortificare l’esigenza primaria dello stare con gli altri per il – nn si sa perchè- più importante diritto al riposo. Il riposo della morte.

a.pizzola

Un Commento

  1. stefano grassino ha scritto il 23 maggio 2009 | Permalink

    Esiste una realtà della quale dobbiamo tenere conto: la mancanza di educazione e senso civico che esisteva nelle persone nei tempi che furono e che oggi è andato perduto. Si viveva per strada, cosa che, senza andare oltr’alpe, a Milano ci hanno sempre invidiato ma si stava alle regole del buonsenso, del rispetto altrui. Sarebbe meglio riaprire le strade al vivere civile, importantisimo per far incontrare le persone (cosa di cui i nostri politici hanno una paura fottuta) ed usare l’ordine pubblico per reprimere chi non accetta l’educazione come segno di civiltà. Sarebbe importante rimettere l’educazione civica a scuola ed usare i mezzi di comunicazione per formare i nostri giovani al concetto del dialogo e del vivere civile. Purtroppo siamo in Italia con un popolo alla frutta che ha eletto i sui degni rappresentanti. L’ignoranza comanda ed è più facile, come dici tu, fare la politica dello struzzo (anche perchè conviene) che non adoperarsi per la cultura, cultura che potrebbe avere nella strada una trasmissione di pensiero veramente unica se ben gestita.

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