In attesa di mettere insieme e pubblicare gli atti del workshop una prima riflessione su quanto mi è apparso sia accaduto nella giornata di giovedi 18 scorso. Già dai primi interventi si è delineata una linea di demarcazione fra l’universo delle realtà che producono cultura (i Generatori di Cultura) e gli altri attori, istituzioni, accademia e imprese.
Da una parte il lavoro quotidiano di chi è costretto a districarsi nelle maglie rotte (di montaliana memoria) del sistema e di fatto sopperisce con la propria azione alla mancanza di progettualità e e di operatività degli enti pubblici (sostituendosi di fatto nella gestione del patrimonio pubblico, nelle attività sociale, di supporto tecnico e creativo, nella promozione del territorio), dall’altra innanzitutto la macchina amministrativa, ingessata dai continui tagli al bilancio, dalla vacatio normativa, dai meccanismi burocratici, dai rimandi di competenze e responsabilità.
Da un’altra parte l’Università che, fuori dalla sensibilità e dalla disponibilità personale al confronto degli intervenuti, ha rivelato la difficoltà di fare realmente ricerca, di rapportarsi con il mondo esterno, dispiegando un impianto teorico originale nelle sue concrete applicazioni.
Da un’altra parte le imprese, dimostratesi attente al segnale lanciato dagli operatori, tanto da rappresentare di fatto i nostri interlocutori privilegiati, in linea con il nostro approccio “laico” e scevro da pregiudizi ideologici e quindi più avanti della politica in questo frangente. Seppure anche loro in evidente difficoltà nell’inaugurare percorsi originali e virtuosi rispetto alle economie che – come si è ampiamente dimostrato – derivano dal comparto culturale.
Altro settore strategico è l’Informazione che ha dimostrato non essere stata pronta a recepire il segnale di novità e di interesse dimostrato da tutti gli attori del sistema, perseguendo il costume distorto di pubblicare notizie che rincorrono il pubblico, senza essere più in grado di sollecitare domande e stimolare il dibattito.
Ma il dato più interessante emerso giovedi 18 sono il riscontro e l’attenzione riscontrati fra coloro che lavorano nel concreto nella costruzione della cultura sul territorio. A loro rivolgiamo il nostro segnale di allarme e insieme di disponibilità per superare i troppi individualismi e a mettersi attorno ad un tavolo per concertare un’azione di pressione strategica.
a.pizzola
Un Commento
spero si possa trovare tempo e spazio x riprendere il filo del discorso avviato all’ara pacis.
Linko qui una nota dal mio blog, dove trovate le tag, le parole chiave che ho raccolto e rilanciato via twitter…
http://www.performingmedia.org/business-etico-per-la-cultura-e-circolo-virtuoso-del-feedback/