
Caro Babbo Natale,
quest’anno non vorrei trovare sotto l’albero le solite cose che ti chiedo sempre. Non i giocattoli che tanto me li comprano mamma e papà, non di farmi diventare più buono, perché zio Costantino mi diceva sempre che buono si dice solo al pane, e nemmeno di conservare la salute di genitori, fratelli e tutto il cucuzzaro che quelli tanto non li ammazza nemmeno l’N1H1. Non di portare la Pace nel mondo perché dovresti sterminare i mercanti di armi e andrei in contraddizione con il fatto della bontà e del perdono, neanche di far vincere il campionato al Milan perché adesso è di Berlusconi e sarò pure un bambino buono ma non idiota. Non ti chiedo di fermare la fame nel mondo, l’inquinamento, il riscaldamento globale, Maria De Filippi, il Grande Fratello, Striscia la Notizia, Rete 4 e tutte le telenovelas che rincoglioniscono dolci vecchine e corrompono la virtù delle giovinette. Non ti chiedo di far ricostruire subito L’Aquila e di fermare il progetto del Ponte di Messina, né di risolvere il problema dell’acqua in Sicilia e dei rifiuti tossici a Bussi o in Campania. Non ti chiedo di portarci in regalo la banda larga perché così come stiamo messi ci passa almeno la tentazione di scaricare film e musica da internet. Non voglio che fai sparire Microsoft almeno, forse, i computer cominciano a funzionare. Non chiedo nemmeno di pensare a quei tre o quattro milioni di disoccupati che fanno la fame in Italia, oppure agli immigrati di tutti i colori che, per essere coerenti cromaticamente, gliene facciamo passare, appunto, di tutti i colori. Non voglio che tu spenda energie per fare in modo che tutti i popoli della terra si rispettino a prescindere se passano il fine settimana dentro a fabbricati che chiamano cattedrali, moschee, templi o sinagoghe ma che sempre chiese sono e a te non ti ci fanno entrare perché sei “pagano”. Come se poi loro non si facessero pagare con l’8 per mille e tutti gli altri imbrogli. Non mi passa manco per l’anticamera del cervello di chiederti di far abbassare il costo degli affitti almeno tanta gente può trovare casa, né ne di far sparire i virus creati in laboratorio perché altrimenti le case farmaceutiche chiudono e sono altri disoccupati, manco vorrei che calasse il prezzo degli idrocarburi e risalisse il dollaro, che il governo ammettesse che in Italia siamo alla frutta, che Di Pietro imparasse l’italiano, che i telegiornali tornassero a dare notizie e la smettessero di parlare del tempo che fa, di abbronzanti in estate e di gossip in inverno. Figuriamoci se posso chiederti poi di trasformare il Viagra in pastiglie alla menta almeno il miglior Presidente del Consiglio da 150 anni la smette di tastare le ragazzine, o di mutare la cocaina in zucchero a velo così Governatori e Ministri la finiscono di andare a trans. Lungi da me l’egoismo di chiedere di trasformare la DuPont e le altre multinazionali in sterminati campi di canapa indiana anche se lo sanno tutti che ci si possono fare le stesse cose che loro intrugliano chimicamente col petrolio. Come pure non posso chiederti di cancellare il colore verde dalla mazzetta pantone e da tutti gli spettri cromatici solo perché è il colore della lega di quella testa di merluzzo marcio di Bossi, o di far sparire le antenne e le parabole da tutti i tetti d’Italia, di far sprofondare gli abusi edilizi di Agrigento e di tutto il sud Italia, di ridarci l’acqua privatizzata e di far finire la Salerno-Reggio Calabria. Lo so che non lo puoi fare, mica sei il Genio della Lampada. Però una cosa te la chiedo: ti prego, per questo santissimo Natale, di non farmi più leggere ed ascoltare le cose che leggo ed ascolto da troppo tempo e dalle quali tento disperatamente di fuggire. Ti prego di fare in modo che le persone a me care rinsaviscano, che lo spirito del Natale, se proprio non ce la fa a portare gioia e felicità, anche vista la congiuntura, per lo meno porti un po’ di compassione ed empatia, uno zinzino di comprensione reciproca, una spolverata di solidarietà e di generosità. E, se non è chiedere troppo, un poco di dignità per questo Paese che non si vuole più bene. Lo so che era più facile se ti chiedevo un televisore al plasma o un viaggio alle Maldive, un po’ ti sei dovuto adattare al mercato. Però, caro Babbo Natale, ho fatto quasi sempre il bravo, non ho mai fatto inciuci, mai chiesto vantaggi personali e nemmeno mi sono mai fatto raccomandare, per cui se per una volta non mi puoi accontentare… vedi di andartene a fare in culo pure tu, perché evidentemente aveva ragione Zio Costantino: Babbo Natale non esiste, ma le befane purtroppo si.
