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Archivio della Categoria 'Primo piano'

19 Novembre 2007

Il “network di senso” parte da Freeshout

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Una trentina di realtà di produzione culturale fra le più attive e interessanti della penisola hanno risposto all’invito degli amici di Freesco, quelli del Freeshout di Prato. In una cornice di lavoro ideale, sullo sfondo una scenografia basic ma molto curata dagli artisti del Recycle, ci siamo trovati a lavorare su una possibile risposta alla “cura della cultura”. Poche chiacchiere oziose negli interventi, niente formalismi: da subito motivati dalla necessità di fare rete superando le barriere del sistema Italia per proiettarsi verso una visione positiva e realistica, il sogno lucido di un paese diverso.

Sul networking ci siamo ritrovati tutti, quasi dandolo per scontato. Ma quello da creare- ha esordito Antonio di Switch, deve essere “un network di senso”, riprendendo l’intervento di 1x100 che ha battuto sulla necessità di costruire una visione, un modello di futuro da condividere. Con uno sguardo al sociale non inteso nel senso caritatevole e populista, ma che agisca nel quotidiano e sul territorio, liberando energie e processi virtuosi di coinvolgimento. Ma la  visione qui dentro c’è già - ha chiarito Edoardo Malagigi, artista, designer e docente dell’Accademia di Firenze, ed è una visione etica ed estetica insieme.

Era chiaro a tutti che si stesse facendo politica nella sala degli ex Macelli, una politica del fare e del dimostrare che vuole confrontarsi con le istituzioni senza vittimismi nè preclusioni ma anche con lucida spregiudicatezza. Questo è stato anche il contributo del caustico Marco Mancuso di Digicult di Milano.

Un “network di senso” è soprattutto un circuito delle idee e del pensiero. L’obiettivo? L’ha detto chiaramente Federico di Freeshout. Lavoriamo sul territorio e sulle specificità di ogni cellula del network ma per arrivare alla realizzazione di un marchio di qualità aperto all’intero paese, che si definisca sulla base di requisiti minimi irrinunciabili e condivisi. Senza però diventare l’ennesima casta, ha ammonito Maria Teresa Bettarini, coordinatrice di Officine Giovani di Prato, ma la preclusione e la chiusura non sembravano l’intenzione di nessuno in quella sala.

La “rivoluzione creativa” è aperta per sua stessa natura, parte dalla base. O meglio dalla provincia, ci ha ricordato Franco della Centrale dell’Arte di Cosenza, laddove l’urgenza e la capacità di incidere sono più evidenti e pressanti e dove il network garantisce forza e visibilità alla singola cellula.

Appuntamento su rete da subito. Ma appuntamento anche live, al più presto, per continuare a disegnare il progetto dal web al Primelife, la realtà quella vera che ha bisogno di idee e risorse.

A presto

Antonio Pizzola

MOve On 1x100

Per vedere chi c’era.


16 Novembre 2007

Pillola rossa, pillola blu.

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ieri sera al compleanno di REMO eravamo tanti e tutti sicuramente appassionati di arte e cultura, anche di quella che sfugge ai canoni ufficiali. Tanti che campano quotidianamente di produzione di idee, espresse in forme diverse, tanti che con le proprie idee contribuiscono a tirare avanti la carretta del paese. Senza grandi riconoscimenti spesso e senza essere il più delle volte intimamente consapevoli delle potenzialità inespresse di ognuno.

E’ un peccato che tutta questa quantità di materia grigia al servizio del paese non trovi - o non cerchi- occasione di confronto e di scambio, fosse solo per contarsi, per crescere o per contare di più. Tutta questa gente, che siamo noi, galleggia nel proprio piccolo spazio vitale, scontrandosi come Davide contro il Golia dell’Azienda madre, dello Stato distante, dell’Informazione globale, del Matrix centrale.

Siamo gente che nella maggior parte dei casi non ha voce e, quando ce l’ha, deve indirizzarla nei registri del sistema in cui opera, televisione, media, aziende, politica, università che sia, perchè isolata nella quotidiana impellenza.
Ora, come per Neo, l’eroe di Matrix: pillola rossa per continuare a galleggiare nel sottoscala del Matrix disegnato per noi, pillola blu per staccare lo spinotto dietro al collo e cominciare a confrontarsi, con l’inevitabile fatica che questo richiede.

1x100 può essere il contenitore, la stanza vuota dell’Emporio ieri sera prima della festa. La festa dipende da ognuno di voi. Cominciare a discutere su questo sito dei temi che ci stanno a cuore, a confrontare le opinioni sui fatti di ogni giorno, a scambiare le esperienze personali.

E poi a vedersi per mettere a punto una strategia.

Noi siamo pronti.

Un abbraccio circolare,

Move On 1x100


8 Novembre 2007

Auguri Remo, eterno bamboccio.

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Remo Remotti, artista eccentico e poliedrico, caustico castigatore del perbenismo nostrano, a suo modo romantico amatore dell’universo femminile, perfomer dall’appassionato cinismo proprio dei migliori romanacci, lontano dai circuiti mediatici più usuali, compie 83 anni.

Noi di 1x100 l’abbiamo voluto celebrare con una festa di compleanno sui generis. Musica, video, performance, recital dedicate all’artista. Per finire con una spaghettata e una torta da 83 candeline.

Perchè? ci hanno chiesto.

Per diverse ragioni. Intanto perchè Remo scombina le categorie dell’aldiqua o aldilà del “bamboccismo”. A 83 anni dice la sua trascinando un pubblico prevalentemente giovane e per questo può definirsi a ragione un ” vecchio bamboccio”.

Poi perchè ha un’affascinante eredità della memoria da lasciarci, e il bel video di Alessandro Rubinetti che lo vede protagonista (che proietteremo) lo dimostra. Perchè la sua eredità rappresenta il patrimonio culturale, privo di intellettualismi e retorica, al quale non vogliamo rinunciare. E poi perchè così irriverente ci sta simpatico e vale la pena di sedersi cinque minuti per starlo a sentire.

Vi aspettiamo GIOVEDI 15 NOVEMBRE DALLE 19,30 IN POI AL CAFFE’ EMPORIO, A PIAZZA DELL’EMPORIO nel cuore della TESTACCIO che più lo rappresenta. 


20 Ottobre 2007

1x100 e la politica (o la politica di 1x100)

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Periodicamente, per ragioni contingenti, si ripresenta la questione del rapporto del MoveON con la politica. Puntualmente viene fuori anche l’interrogativo se 1x100 è di destra, di sinistra o di centro, se è schierato con questa o con quella parte, piuttosto che con questo o quel candidato di un dato schieramento.

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12 Ottobre 2007

Partecipazione è rappresentanza

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Sono stato alla serata di giovedì 11 in cui il “Move On” incontrava la candidata del PD Paola Concia per chiederle ufficialmente di sostenere a livello politico l’idea della defiscalizzazione della cultura. Ho partecipato. Sia come “performer” nella serata, sia come libero cittadino.
Quando è cominciato il dibattito tra i presenti, dopo l’intervento dell’interlocutore politico, solita deformazione professionale, la mia mente ha cominciato a decontestualizzarsi. La mia mente, come al solito, ha cominciato a staccarsi dal mio corpo e si è allontanata dall’assemblea per andarsi a mettersi dietro una telecamera, dietro il palco, e ha cominciato ad osservare Alessandro Rubinetti, i ragazzi del Move On, i due esponenti politici e soprattutto i “giovani” presenti. A dibattito avviato, a “scena” avviata (cioè dopo l’intervento degli interlocutori politici), i vari protagonisti cominciavano ad esprimere la loro parte. Si succedevano gli interventi molto interessanti di Antonio, di Giulio, di Roberto Marchionne.
E’ in quel momento che il mio orecchio registico cominciava a percepire un silenzio fastidioso. Un silenzio latente che cominciava a rendere meno fluido l’ottimo lavoro che stavano proponendo i ragazzi del Move On. Il silenzio dei miei coetanei.
E allora, da regista, ho cominciato ad osservarli e a cercare di capire che cosa non funzionasse. Erano attoniti, alcuni assenti con gli sguardi. Erano segnati.
Erano perfettamente rappresentativi di una generazione ormai abituata da anni… a non essere ascoltata e quindi a non sentirsi in alcun obbligo di parlare.

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