2 Luglio 2008
Senza scopo di lucro

Con l’estate arriva la Cultura. Chi fa il lavoro che facciamo noi e quindi alimenta i cartelloni estivi, consuma chilometri di corridoi di anticamera al referente locale di turno. Si imbatte nei regolamenti comunali e nei tristi uffici dove si sente la solita tiritera: i soldi non ci sono, siamo tanti e tocca accontentare tutti, soprattutto gli amici degli amici. Gli assessori alla cultura, affranti, vanno anche consolati. I pochi denari che si riescono a racimolare, promettendo finanche corresponsioni in natura (per chi può permetterselo), sono sempre al limite del vergognoso. Sopra tutto comunque il dirigente del servizio non smuove un dito nè un euro se il proponente non giura per iscritto che: NO, NON SI HANNO FINI DI LUCRO.
Il Lucro, che già nell’omatopea porta con sè il disprezzo per chi lo pratica, non può essere previsto per chi si occupa di prodotti culturali. Probabilmente quando decenni or sono si stilarono i regolamenti si cercò di impedire al solito furbone italiano di turno di lucrare su attività “nobili”, cercando di aggirare il fisco facendo il poverello. Oppure di venire incontro al povero artistello con le calze bucate, un pò disadattato e poco avvezzo a gestire soldi e burocrazia, tutelandolo con l’ASSOCIAZIONE CULTURALE. Figura giuridica a metà fra l’ente di beneficienza e il gruppo parrocchiale di volontariato.
Qualcuno dovrebbe avvisare però i legislatori che lo scenario oggi è cambiato. Le associazioni culturali sono più degli abitanti e chi produce reddito con attività culturali cresce in maniera esponenziale. Eppure nel mare magno dell’associazionismo rientra di tutto, dagli organizzatori delle sagre della zucchina fino alle attività imprenditoriali vere e proprie. A chi fa comodo che esistano ancora istituti ormai tanto obsoleti? A tanta gente ma certo non a chi campa della propria arte e creatività che si ritrova a petire denaro con l’incubo dell’Iva, dell’Inps, dell’Enpals e via così…
Ma una cosa è scontata. Qualunque sia l’approccio al sistema, scanzonato, furbesco o imbranato, chiunque fa questo lavoro sa che per avere due soldi deve giurare che con quel denaro non ci campa.
Parafrasando Guzzanti con Padre Semino, ripetiamo insieme: Lucro no, Lucro Brutto.
a.pizzola

















