5 Novembre 2008
GOD BLESS AMERICA!

I MEMBRI, GLI AMICI E I SIMPATIZZANTI DEL MOVEON 1X100 MENTRE FESTEGGIANO L’ELEZIONE DEL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA.
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I MEMBRI, GLI AMICI E I SIMPATIZZANTI DEL MOVEON 1X100 MENTRE FESTEGGIANO L’ELEZIONE DEL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA.
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Domani sarà uno di quei giorni in cui la storia entrerà nelle nostre case. Lo farà senza bussare, come sempre. Come sempre ci coglierà impreparati e inconsapevoli del fatto che il momento che staremo vivendo resterà per sempre inciso nella memoria di coloro che lo avranno vissuto.
Allacciate le cinture di sicurezza perchè domani comincia il terzo millennio e, come tutti i cambiamenti epocali che si sono succeduti dal 12 ottobre 1492, anche stavolta comincerà da li, dall’America. (more…)

Probabilmente delle accuse mosse agli studenti che protestano, oggi come in passato, una cosa è vera: del decreto in questione, dei suoi aspetti e delle conseguenze reali, pochi dei manifestanti sanno. Così come sarà vero che l’opposizione, incapace di gestire il malcontento in forme costruttive, sta strumentalizzando l’onda di protesta. Ma quello che le forze di governo e l’informazione schierata da una parte o dall’altra, incapace di esprimere un pensiero indipendente, non vogliono cogliere è che in questa protesta, che si sta dimostrando più determinata rispetto a quelle degli ultimi anni (pantere e panterine che mi hanno peraltro personalmente coinvolto) c’è finalmente un segnale di vita. Gli studenti che sono in piazza in questi giorni non ce l’hanno con la povera Gelmini, vittima sacrificale dell’ennesimo governo di inetti, e forse non lo sanno in fondo neanche loro contro chi stanno. Si muovono sull’onda dell’insoddisfazione per una realtà con la quale fanno i conti che fa acqua da tutte le parti. Avvertono che si stanno formando in una scuola che non educa e che prepara alle nuove forme di schiavismo del precariato. Vagano per le strade portando vessilli e bandiere che nenache comprendono, fanno dichiarazioni che dimostrano un disorientamento che nasce dal malcontento ma che è incapace di indicare una strada qualsiasi che superi la protesta.
Certo è solo che la risposta più sbagliata è quella di Berlusconi, espressione di un mondo vecchio e inadeguato, che bolla i manifestanti come imbecilli che non capiscono una legge che dovrebbe risolvere i problemi della scuola italiana. E ancora di più i tentativi manifesti delle forze reazionarie di trasformare in violenza e scontri questo malcontento.
Non c’è destra e sinistra, i fascisti e comunisti sono morti da tempo.
C’è solo una società in ginocchio, decaduta e incapace di offrire una qualsiasi forma di futuro ai suoi figli.
a.pizzola

Dopo aver omesso per qualche tempo di esternare su 1x100, finito ogni residuo estivo e risolti alcuni inconvenienti tecnici, sono tornato come a scuola, tra i banchi.
Proprio dalla scuola voglio cominciare questa campagna d’autunno pro-cultura. Non mi dilungo sul come e sul perché la riforma Gelmini possa essere giusta o sbagliata, sarò neutro dicendo che si tratta di questioni “tecniche” (termine sempre utile per scantonare).
Ciò che m’incuriosisce è invece l’inevitabile paradosso che questioni serissime come questa sono in grado di generare.
Sorvolando sulle conseguenze complessivamente devastanti che ulteriori “downgrade” del sistema scolastico dell’obbligo possono generare, domando ai ministri competenti (Istruzione e Beni Culturali) se non hanno avuto nemmeno per un attimo il dubbio rispetto ad una questione come quella della conoscenza basilare del patrimonio storico, artistico, culturale, ambientale di questo grottesco Paese.
Se già oggi succede che fior di laureati hanno difficoltà ad articolare e scrivere periodi comprensibili, se già adesso non distinguono Pirandello da Martufello, se a mala pena sanno elencare e localizzare i principali monumenti italiani, domando loro che tipo di “cambiamento” hanno in mente.
Forse l’idea è che se alleviamo bestie col cervello bruciato da calcio, veline, mariedefilippi e valenitinirossi vari, da finti modelli e pseudo campioni (vedi la vicenda pedagogicamente orripilante della schermitrice che lascia la Benemerita per correre tra le braccia di Santoro), se li mettiamo nelle condizioni di conoscere 1000 parole in tutto, forse diminuiranno ancora le iscrizioni all’università, per cui si risparmierà, con gran soddisfazione di Tremonti.

Premetto che non speculo in Borsa e non posseggo azioni. Non è materia mia ma quando vedo euforia in giro, specie in momenti difficili come questo, mi preoccupo. Le Borse i governi e i giornali esultano dopo le decisioni dei governi di garantire le banche per le falle provocate dai titoli fantasmi girati in questi anni. Sono stato in banca oggi, e ho visto cosa è cambiato dopo che si è deciso che anch’io, contribuente italiano, dovrò pagare le disattenzioni se non le speculazioni della mia banca. Nulla è cambiato, se non in peggio.
Le banche si sono irrigidite con i piccoli risparmiatori (che come contribuenti intanto tappano i loro debiti): se prima garantivano fidi e coperture minime per consentirci di lavorare oggi fanno marcia indietro. In più questa crisi ha bloccato l’operatività delle agenzie per cui farsi prestare soldi è diventato più difficile. Quindi, mi viene da pensare, se c’è recessione (seppure dicono che sia fenomeno strutturale e non dipendente dal buco della Borsa) e vanno trovati incentivi ai consumi e agli investimenti, non sarebbe stato più giusto e utile se il Pubblico Erario avesse garantito la copertura finanziaria ai piccoli imprenditori e alle famiglie piuttosto che alle banche, colpevoli quanto meno di non essersi accorte della devastazione dovuta ai titoli fasulli? Voglio dire, nel gergo povero, non sarebbe più utile che lo Stato fosse venuto in soccorso dei piccoli risparmiatori, garantendogli il fido e consentendo a noi tanti morti di fame di darci respiro e farci tornare ad investire? Siamo o non siamo noi con le tasse che dobbiamo rinunciare a una quota dei servizi della spesa pubblica (istruzione, ricerca e sanità per primi) per sanare il buco dei furboni che si sono arricchiti alle spalle di piccoli azionisti? E’ come con l’Alitalia. L’azienda è salva, il Cavaliere ci fa credere che ha maturato una vittoria politica ma poi il debito e le casse integrazioni di 6000 dipendenti la paghiamo noi con le nostre tasse.
Cos’è che non si capisce di questa ennesima presa per il culo? A me sembra banale, anche se non faccio l’economista e non speculo in Borsa.
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