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Archivio della Categoria 'Senza Categoria'

16 Novembre 2008

Caro Veltroni

walter veltroni giovane con il chiodo.jpg
Caro Veltroni,

capisco le tue difficoltà in questi momenti. Da una parte c’è il movimento studentesco che in due mesi ha fatto più opposizione di tutti i parlamentari del Pd in sei, dall’altra il miracolo Barak, così inaspettato che agli esordi non gli avevate dato due lire. Tanto che un anno fa nessuno di voi si è svegliato non dico per sostenerlo per primi quanto per avvertire almeno la novità.

Capisco che l’occasione è ghiotta. Barak=Veltroni e tu potresti essere il leader preferito (vista la mancanza di alternative) dell’Onda. Però non convince neanche te l’accostamento. Immagino che una mattina ti sei svegliato, hai chiamato Fassino che è uno che la vede lunga, e gli hai rivelato l’idea. Facciamo le primarie dei Giovani del Pd, adesso! Gli studenti accorrono, si rifà sta benedetta Base e selezioniamo i migliori per portarceli dietro a Porta a Porta. Rinnoviamo nella continuità. Il futuro nel passato. Riuniamo le generazioni, bruciamo con una votazione decenni di conflitti irrisolti che nessuno di noi ha mai avvertito. Fra i vecchi che comandano e loro che fanno i precari, gli schiavi del sistema economico del III Millennio.

Fatti dire un’opinione di chi giovane non è più, seppure l’Opinione Comune si ostini a considerarci tali. Non si mette insieme così la gente, gli anni 70 sono finiti. Fatevene una ragione. Non verranno i giovani a queste Primarie, almeno non quelli che potrebbero un giorno diventare un Barak decolorato. Semplicemente perchè quell’istinto minimo al sociale che hanno fra noi gli umani più evoluti non passa più per le sezioni di partito. Non ci vengono a fare le feste dell’Unità, nemmeno se ci portate gli stand dei Corti d’autore. Non ci vengono a discutere finchè c’è l’opinione del direttivo. Fatevene una ragione.

Un consiglio? Provate a cercare quelli che fanno qualcosa, qualsiasi cosa, e poi provate a capire che fanno. Magari vi viene un’idea, però, ti prego, le Primarie dei Giovani no.


9 Novembre 2008

All’ombra dell’Uomo Nero

BerlusconiBushCmpDavid.jpg

Nonostante la sinistra non se ne accorga, le gaffe del Presidente del Bagaglino Nazionale sono sempre state il termometro dello stato di conapevolezza di se stesso rispetto a quello che accadeva nel mondo. L’ultima, la battuta su Obama a Mosca, che in una serata di amatriciane e paiate avrebbe avuto la sua ragione d’essere, aveva in realtà una strategia ben precisa ed insieme è stata il segnale di uno status chiaro. L’Uomo Nero Americano gli ha rubato la scena. Non solo. Ha fatto passare da sfigato l’ex Compare di barzellette, Bush, ridotto sulla scena mediatica globale ad una sorta di Jerry Louis cascato per errore sulla poltrona presidenziale, - peraltro a far guai pesanti. Non solo, ma ha offerto alla scena internazionale una risposta mediatica vincente e largamente più efficace alla sua, anche nel Suo - ovvero il Nostro- Paese. La vittoria di Obama ha sancito, nella parabola decadente intrapresa dal berlusconismo, la fine di un’era.
Non poteva Berlusconi restarsene a guardare l’inizio della sua fine all’ombra del suo alter ego gigante, il Golia che gli rubava la scena su tutti i media. E allora ha voluto attirare l’attenzione, peraltro riuscendoci, provocando lo sdegno delle testate internazionali, con una monellaggine da comico da teatrino nazionale spaghetti e mandolino. Il Gigante Americano ha avverito la mosca che gli ronzava vicino l’orecchio, ha aspettato che si posasse a fianco mentre il baraccone nazionale incitava alla vendetta, e l’ha schiacciata sul tavolo con una cordiale telefonata di tarda serata.

Il tutto mentre l’allegro ciarpame nazionale incitava i due contendenti, dall’una e dall’altra parte, aizzando Davide o l’Uomo Nero.

brazil


5 Novembre 2008

La rivoluzione americana

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L’entusiasmo per la vittoria di Obama che sprizza da ogni poro del Move On (che non a caso non abbiamo definito Movimento ma Move On) non è tanto per un candidato che rappresenta puntualmente le istanze di ognuno di noi. Nemmeno tanto perchè essendo nero e “giovane” Obama rappresenta il simbolo di un cambiamento, che pure come dato è importante e assolutamente auspicabile. Quello che invece ci ridà un rigurgito di speranza, un moto di empatica partecipazione con la tanto spesso vituperata Sorella Maggiore America è che davvero può accadere.

Fuori dalle logiche di convenienza e dalle strategie che pure -non siamo verginelle- sappiamo abbiano pesato nell’establishment nell’accettazione del candidato Barak, solo fino a ieri inimmaginabile, il dato che emerge da questa straordinaria avventura è che la svolta è possibile. Anzi tanto più se perfino Colin Powell, che certo non è una colombetta intrisa di ideali quanto piuttosto un riferimento dell’establishment, si è schierato in zona cesarini con il candidato nero, questo significa che si può fare. (more…)


5 Novembre 2008

GOD BLESS AMERICA!

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I MEMBRI, GLI AMICI E I SIMPATIZZANTI DEL MOVEON 1X100 MENTRE FESTEGGIANO L’ELEZIONE DEL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA.

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3 Novembre 2008

Domani comincia il terzo millennio

Domani sarà uno di quei giorni in cui la storia entrerà nelle nostre case. Lo farà senza bussare, come sempre. Come sempre ci coglierà impreparati e inconsapevoli del fatto che il momento che staremo vivendo resterà per sempre inciso nella memoria di coloro che lo avranno vissuto.
Allacciate le cinture di sicurezza perchè domani comincia il terzo millennio e, come tutti i cambiamenti epocali che si sono succeduti dal 12 ottobre 1492, anche stavolta comincerà da li, dall’America. (more…)


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