27 Febbraio 2006
DA 1X100 ALLA POLITICA (senza copyright)
Il mercato della pubblicità non risente di crisi, a quanto pare. Ci fa piacere, perchè se davvero la proposta di 1x100 diventerà legge nella prossima legislatura è proprio dagli introiti fiscali della pubblicità che si potranno accantonare risorse, senza appesantire nessuno con ulteriori balzelli e creando una cassa (intoccabile) che alimenti il motore economico che vogliamo creare attorno alla cultura.
Sul Corriere Economia di oggi leggiamo che il mercato pubblicitario dei mezzi classici ha avuto nel 2005 un effettivo di 8,3 miliardi di euro (fonte ielsen Media Research), con una crescita media del 2,8% sull’anno precedente, crescita superiore alle aspettative.
La proposta di 1x100 DALLA PUBBLICITA’ ALLA CULTURA non è isolata e non ci interessa avere il copyright su un’idea che -essendo di buon senso- non sarà venuta solo a noi. Quando 1x100 è nato, nell’ottobre 2005, la prima esigenza è stata quella di cercare chi la pensava come noi, ma le idee che incidono davvero sulla realtà non hanno bisogno di autori con siae, bensì di consenso allargato. E’ bene che chi fa politica per professione lo tenga ben presente, sempre. Il vero copyright, il valore aggiunto che come move on siamo in grado di dare, è quello della mobilitazione nazionale e della concretezza di progetto. Ci stiamo impegnando in prima persona per questo, ed è ben evidente che non ci sono poltrone di sorta in cambio. Ci eravamo augurati -fiduciosi- che la politica accogliesse questo impegno come un regalo: a parte qualche triste eccezione, la nostra fiducia è stata fin qui molto ben riposta.
1 Commento a “DA 1X100 ALLA POLITICA (senza copyright)”
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27 Febbraio 2006 alle 16:07
ho letto più di un commento di ospiti della serata all’Etoile piacevolmente sorpresi dalla presenza/assenza dei politici, che una volta tanto sono stati a sentire.
una lezione di stile ma anche di politica vera, di ricerca di consenso, che lascia intendere che un vero politico sa quando è il caso di esibirsi e quando quello di stare a sentire.
la forza di un Move On è questa: l’assoluta indipendenza da obiettivi elettorali diretti che rende i promotori liberi di dire e scegliere i referenti, da come rispondono alle sollecitazioni.
il movimento incassa almeno un successo (se così si può definire): la dimostrazione dell’assoluta impreparazione della politica alle istanze dei cittadini, ove questi non siano ingabbiati nelle logiche di potere tradizionali.