19 Dicembre 2006
Approvata l’Iva al 10% per la musica
Riceviamo da Massimo Coccia e pubblichiamo volentieri la notizia dell’emendamento in finanziaria per l’Iva al 10% per la musica. Ci sembra un riconoscimento importante per la cultura e per il Comitato spontaneo che ha condotto fino in Parlamento la sua battaglia. Ma ci resta il dubbio di chi può effettivamente usufruire dell’eventuale agevolazione. Certo no gli organizzatori per i quali l’Iva resta una partita di giro e quindi non produce denari spendibili; certo no i concertisti per la stessa ragione. Forse solo per gli utenti finali, ovvero gli spettatori del concerto, sempre che l’Iva al 10% resti tale sul costo del biglietto.
Gentilissimi,
in riferimento alla nota questione “Aliquote IVA concerti vocali e strumentali”, si comunica che il Senato della Repubblica ha approvato, il 15 dicembre scorso, il maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl 1183 (Finanziaria 2007) il cui comma n. 300, presentato dal Senatore Legnini, così recita:
“Per contratti di scrittura connessi con gli spettacoli teatrali di cui al n. 119) della Tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, devono intendersi i contratti di scrittura connessi con gli spettacoli individuati al n. 123) della stessa Tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972″.
Il comma è chiaramente una “interpretazione autentica” della Legge IVA DPR 633/72, nello specifico della Tabella A-parte IIII (Beni e servizi soggetti all’aliquota IVA del 10%) riguardante le aliquote sugli spettacoli.
la Legge, pertanto, non ha subito modifiche fino ad oggi.
L’emendamento, approvato dal Senato, va a confutare la Risoluzione 83/E del 15.06.2004 dell’Agenzia delle Entrate che pretendeva l’aliquota al 20% solo sui contratti connessi con alcuni spettacoli, quelli elencati alla voce 123 dopo il (;) punto e virgola, comparso nella stesura del D. Lgs. 60/1999, riservando altresì l’aliquota del 10% solo agli spettacoli ricompresi prima del fatidico segno di interpunzione.
I concerti vocali e strumentali venivano così “puniti” con un improvviso sovvertimento dell’aliquota da sempre applicata nella forma agevolata.
L’emendamento approvato, richiamandosi alla Legge, include invece TUTTI gli spettacoli elencati alla voce 123 tra i “contratti di scrittura connessi con gli spettacoli teatrali” (voce 119).
Trattandosi di comma interpretativo e non di modifica normativa, esso non va a toccare minimamente la legge di origine e ne ribadisce la lettera e lo spirito iniziali (1972), confermando così la validità dell’applicazione dell’IVA al 10% anche per il passato e per il periodo precedente la discussa risoluzione del 2004.
L’Agenzia delle Entrate, infatti, sulla base della risoluzione del 2004 e della lettura distorta del D. Lgs. 60/1999 (lettura che si faceva risalire anche ad una circolare del Ministero Finanze del 2000, la 165/E, che invece, come è stato ampiamente dimostrato, non trattava minimamente le aliquote IVA sui contratti!) aveva iniziato ad accertare e sanzionare retroattivamente le attività concertistiche, svolte dal 2000 in avanti, sulle quali era stata applicata l’aliquota IVA del 10%.
Il Parlamento ha così dato ragione alle tesi sostenute negli ultimi due anni dall’AGIS ed alle istanze giunte negli ultimi mesi dalla nota cantante lirica Cecilia Gasdia e dal nostro Comitato spontaneo che, sorto a difesa della legge di origine, ha indetto dallo scorso ottobre una iniziativa a mezzo fax verso il Ministero dei Beni Culturali e successivamente una raccolta di adesioni all’appello al Governo e al Ministero delle Finanze, firmato da musicisti e da numerose istituzioni, enti, società, associazioni operanti nel settore concertistico (di seguito elencate).
Il Comitato in difesa dell’aliquota agevolata sulla concertistica*
3 Commenti a “Approvata l’Iva al 10% per la musica”
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16 Novembre 2007 alle 13:52
Sono un musicista e di legislazione ne capisco relativamente, però vorrei sapere in ultima analisi, sempre che vogliate cortesemente rispondermi, se sulle fatture emesse per prestazioni musicali in occasione di serate danzanti va emesa l’I.V.A. la 10% o al 20%, perchè c’è chi sostiene che sia del 10%, chi del 20%.Grazie infinite. Meneghini Gian Paolo
16 Novembre 2007 alle 15:58
caro Gianpaolo,
abbiamo girato in questo post una mail inviatci da Massimo Coccia che puoi contattare scrivendo se vuoi a nome nostro agli amici di Cemat (che trovi fra i Friends del sito). Noi purtroppo non siamo informati sugli ultimi esiti della normativa fiscale in materia, nè siamo fiscalisti. Possiamo solo dirti che sconti sulla tua pelle una normativa farragginosa che ancora distingue l’esercizio delle prestazioni di intelletto dall’iniziative imprenditoriali pure, retaggio del Venetennio, come dire che se uno campa della sua creatività vive in una specie di limbo. Anche nel tuo caso va distinto la prestazione di un servizio ( e nel tuo caso mi sembra che sia così e quindi l’Iva è al 20%) dall’esibizione di un prodotto artistico. In ogni caso chi beneficia dello sconto è l’organizzatore non l’artista. Mi spiace non poterti aiutarti oltre ma il senso del Move On è proprio questo. Ci si aiuta solo partecipando e sporcandosi le mani in prima persona perchè tutte le storture non esistano più. Continua a seguirci e buona fortuna.
4 Gennaio 2008 alle 14:57
per una cooperativa di tecnici che operano nel settore dello spettacolo (audio-video-fonico-rigger) per conto di società di service i proventi sono soggetti ad aliquota del 10 considerando che i tecnici svolgno attività professionale?