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29 Gennaio 2007

La Gomorra di Saviano.

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Roberto Saviano è nato nel 1979. Ha scritto un libro che si intitola Gomorra. E’ un viaggio agghiacciante nel pianeta della camorra, visto non da un intellettuale o da un politico che filosofeggia sul decadimento dei costumi ma da un giornalista senza scrupoli. Senza fronzoli e senza sbavature, con lucida freddezza, racconta il suo personale viaggio dentro un mondo che sta a due passi da noi, gettando lo scompiglio nell’immagine tranquilla e solare del Belpaese. In un paese normale il giorno dopo l’uscita del libro ci sarebbe stata una rivoluzione: l’esercito in forze che arriva a Napoli, circonda il porto e come nei film americani sbatte tutti dentro. Da noi non succede nulla. C’è un’economia parallela a due passi da noi, lavoratori sottopagati che producono falsi rivenduti negli outlet di mezz’Italia, costruiti con i soldi riciclati. L’abito di Armani indossato da Angiolina Jolie? Fatto da Pasquale a Napoli. Il computer, i telefonini, le radio venduti nei supermercati? Assemblate nei sotterranei del porto. Edifici interi acquistati dalla mafia cinese, svuotati di tutto, compreso solai e muri portanti e usati come container. Prestiti a tassi di interesse vantaggiosi fatti dalla mafia in concorrenza con le banche. Pensionati che investono la pensione nella droga.

Roberto Saviano fa il consulente per l’Antimafia. Vive sotto scorta perchè ha fatto nomi e cognomi,  ha rivelato la struttura del “sistema”, come l’ha definito lui stesso. Saremo capaci almeno a proteggerlo?


8 Commenti a “La Gomorra di Saviano.”

  1. brazil scrive:

    Mi ricorda Paolini e il suo atto d’accusa “Io so”. Un pezzo monumentale, l’articolo uscito sul Corriere. Se fai l’intellettuale, diceva Pasolini, non puoi non conoscere i fatti, le persone, le trame, i buchi neri del tuo paese. Sennò sei un quaquaraquà come tanti ne girano.

  2. masterg scrive:

    So’ d’accordo con Pasolini. La cosa meravigiosa di questo Paese è che tutti, indistintamente, ci indignamo. E poi si continua così. Guarda la storia della Garavaglia, che si dimette da vice-sindaco a Roma per andare in India in India ad aiutare i poveri. Dico: scherziamo? Se apparentemente può sembrare un gesto nobile, io dichiaro che si tratta di una merdata: ti fai prima eleggere, poi vedi che non c’è spazio perché nessuno (giustamente) a partire da Veltroni, ha intenzione di dartene, allora che fai? Saluti tutti e abbiamo scherzato? Ti volti dall’altra parte ignorando volontariamente eventuali anomalie della politica, per non sporcarsi troppo le mani? Meno male che ogni tanto qualcuno ci fa recuperare di dignità, ma mai che si tratti di un politico più o meno in vista.

  3. stefano grassino scrive:

    Io non sarò in grado di proteggerlo per due motivi: il primo è che ho paura non della camorra ma delle istituzioni dello stato; il secondo è che quando uno, per sue convinzioni, mette in giuoco la sua stessa incolumità si vede arrivare addosso, dal popolo italiano, una valanga di applausi salvo vederlo voltarsi dall’altra parte un attimo dopo mentre quelli che ha denunciato gli sparano. Mi si dirà: ma così non si và da nessuna parte. Probabilmente questa è la realtà. Cambieranno le cose? Chi può dirlo. Vi domando: quanti siamo a pensarla come Saviano? Credo non molti per cui fare una guerra con pochi soldati’ significa far fare al nemico il tiro al piccione. Quando cambierà la cultura di questo paese, lentamente, guardandoci attorno vedremo aumentare il numero di chi vuol combattere ed allora potremo eleggere dei comandanti seri e preparati ma prima di allora quelli come Saviano ed anche chi come noi scrive i propri commenti su questo bellissimo sito sarà costretto a stare al riparo. Vi saluto sperando che qualcuno di voi possa dimostrarmi le inesattezze di quello che ho detto; ve ne sarei molto grato.

  4. brazil scrive:

    La pressione dell’opinione pubblica è fondamentale, esserci e sostenere chi si dimostra, come Saviano, un eroe al pari di Falcone, Borsellino, di Ambrosoli, di Mattei, di tanta gente che ha sacrificato la sua vita cambiando la storia. Ma la partecipazione è nulla se lo Stato non interviene, in forza dove è assente, lasciando soli quelli che si sono esposti come oggi Saviano . Come si fa a credere che la prefettura napoletana, il comune, la regione, i deputati campani non sapessero quello che racconta Saviano? Sono ciechi o collusi? E sia se fossero ciechi sia se fossero collusi sono ugualmente colpevoli.

  5. masterP scrive:

    Gomorra è uscito quasi un anno fa. E’ ancora primo in classifica. La sua forza, a mio avviso, non è stata quella di fare nomi e cognomi (erano nomi noti), ma di rendere l’orrore della camorra un romanzo avvincente con la forza delle parole. Quando Gomorra è uscito, Saviano non era sotto scorta. Ci è finito dopo aver apertamente sfidato i capi della camorra salendo su un palco a Casal di Principe. Questa è la cosa che gli ha procurato guai. Sto per dire una cosa scorretta: Saviano non è un bersaglio della camorra, è un bersaglio dei media che ne hanno fatto un simbolo del giornalismo d’inchiesta quando Gomorra non è un’inchiesta. Però l’Espresso aveva Saviano in prima pagina con il titolo “Voi dov’eravate?” mi pare la scorsa estate. Perchè? Forse perchè pompando in questo modo il versante dell’inchiesta si induceva una promozione potente del libro. Che è, ripeto, un libro avvincente come lo è Romanzo Criminale. La differenza tra De Cataldo e Saviano è che la Banda della Magliana non esiste più, la camorra
    invece gode di ottima salute.

  6. autores scrive:

    Mi chiedo del motivo di cui la camorra si incazza così tanto,poiche’,non puo’essere relativa alla diffusione dei loro Cognomi,nomi che sono molto conosciuti in tutta Napoli eppoi che cosa esiste di piu’ gravi di quello che fa da sempre anche da tramite alla mafia nella sua costituzione interna fatta e investita dai anonimi da sempre?Non mi sembra grave dire a tutti in un racconto di vita vissuta,la storiella affascinante per vendere il libro di cui noi tutti ci sentiamo partecipi vivendo fantasticamente le immagini del commercio illegale che altro non e’ che il boicotaggio fatto dai Vu’cumpra’,cinesi,ecc,cose che dentro di noi conosciamo perche’ viene letto quotidianamente alle news.La camorra e’ da trentanni che non e’ neanche in grado di venire a sapere da chi viene costituita.Dai non incazzatevi,consiglio alla mafia e alla camorra il suicidio di massa in confronto alla cazzata che cerca di fare credere.

  7. nino scrive:

    saviano sembra avere l’ossessione di declassare la mafia e osannare la camorra ma credo sappia benissimo che non c’è paragone, la potenza di una mafia non si misura in morti ammazzati o traffici di droga ma con la collusione con il potere vero e in questo la mafia siciliana non ha eguali, pero’ è un libro avvincente

  8. admin scrive:

    Caro Nino,
    il problema non è minimizzare la mafia e la collusione con il potere politico ma svelare nero su bianco l’architettura di un sistema che è sotto gli occhi di tutti nelle sue propaggini più periferiche, i vucumprà e i tossici compresi ma che facciamo fatica a vedere nella sua mostruosa organizzazione gerarchica. Questa camorra a me sembra pericolosa tanto quanto la mafia collusa con il potere politico perchè è più infiltrata nel sistema, produce economia e per questo ci rende tutti complici, in quanto consumatori dei suoi stessi prodotti. Farsi prestare i soldi a tassi inferiori a quelli delle banche ad es. rende l’infiltrazione nel sistema capillare e complessa da risolvere perchè si basa sulla misera economia del piccolo cittadino, esattamente come il potere mafioso si è sostituito alle istituzioni facendo leva sui bisogni della gente. Non è a mio avviso solo un libro avvincente perchè non si può leggerlo come un romanzo scritto bene ma come una denuncia lucida di una realtà che non deve lasciarci indifferenti. Neanche quando acquistiamo una finta cintura di Dolce e Gabbana o una telefonino cinese in un ipermercato di periferia.

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