7 Febbraio 2007
D52- Donne per l’Italia

Da Paola Concia di D52- Donne per l’Italia, riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Cara Amica, Cara Amico,
la democrazia non è né uomo né donna,
è la casa di entrambi.
D52 - Donne per l’Italia
vede nella nascita del Partito Democratico
una grande opportunità per rappresentare
il Paese com’è veramente:
una miniera di risorse maschili e femminili.
Per questo
chiede al nascente Partito Democratico
una Norma Costitutiva Antidiscriminatoria
che fissi per ciascuno dei due sessi
una rappresentanza non inferiore al 40%
e non superiore al 60%
negli Organismi Dirigenti, nelle Liste Elettorali
e ovunque ci si batte per i diritti di tutti gli italiani,
uomini e donne.
Il 52% degli italiani è donna.
Il Partito Democratico non può
non rappresentare equamente anche loro.
Per dare più forza alla nostra richiesta ti chiediamo
di cliccare qui
e di inoltrare questa mail a tutti i tuoi contatti.
Dalle 16,00 di mercoledì 7 febbraio a questo link trovi la conferenza stampa di D52:
http://www.d52.it/conferenza/
7 Commenti a “D52- Donne per l’Italia”
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7 Febbraio 2007 alle 14:30
Il problema delle quote rosa è interessante da sviscerare. Sicuramente c’è un problema di rappresentanza, come c’è un problema di rappresentanza dentro al nascituro Partito Democratico degli under 40, numericamente numerosi ma assolutamente non rappresentati nel parlamento. Ma c’è anche un problema di rappresentanza dei precari, delle partite Iva che non esistono politicamente e sono, a mio avviso, il nuovo partito di massa, uno dei punti deboli della società odierna. Non so se una legge che fissa una percentuale possa essere la risposta perchè se ci mettiamo a contare resterebbero all’attuale classe dirigente una ventina di posti a dire tanto. Il potere da sempre tenta di perpetuare se stesso, rendendo difficile l’accesso a chi ne avrebbe diritto e potrebbe rappresentare una minaccia alla conservazione delle poltrone. Non mi sembra che il nascente PD abbia preso coscienza di ciò. Si barcamena fra Rutelli e Fassino, preoccupati di non finire a fare i passacarte. Ci si preoccupa di Veltroni, naturalmente avviato a diventarne il leader. Ma la base, come si chiamava una volta, dove la mettiamo?
7 Febbraio 2007 alle 15:53
Non mi dilungherò molto sulla questione, la mia opinione sulle “quote rosa” è nota: non sono d’accordo. Per una ragione molto semplice, perchè serve solo a definire le quote di attribuzione degli incarichi e non a incoraggiare la partecipazione femminile alla politica. Anzi, paradossalmente, se non attivi un meccanismo dove garantisci una presenza paritaria di base, diventa una discriminazione contro gli uomini. Per funzionare, la cosa dovrebbe assicurare che, ad esempio, al partito democratico aderiscano più o meno lo stesso numero di maschi e di femmine. È una fatto meramente aritmetico. Un principio sacrosanto rischia di diventare un boomerang.
7 Febbraio 2007 alle 16:36
ma chi vi ha detto che sono quote rosa?
7 Febbraio 2007 alle 17:12
cari ragazzi,
vorrei segnalare molto sommessamente che, certo il partito democratico dovrebbe includere tutti, giovani ecc…eccc…ma sempre sommessamente, vi segnalo che il mondo è fatto da uomini e da donne, in tutte le categorie sociali. perciò, innanzitutto il Pd deve risovere il problema democratico della ridicola presenza delle donne nella classe dirigente del paese. presenza di donne equamente distribuita in tutte le categorie sociali, appunto. giovani, precari ecc… ecc.
per ultimo, non si tratta di quote rosa, ma di una norma che satabilisca che un sesso, maschile o femminile, non può essere rappresentato meno del 40%, e non più del 60%.
tanti baci a tutti e grazie dell’ospitalità…
paola
7 Febbraio 2007 alle 20:05
Sei sempre graditissima ospite, ma le mie perplessità restano, vorrei capire meglio.
19 Agosto 2007 alle 11:35
perchè vi siete fermati a febbraio? e perchè non affrontare il problema della partecipazione e della rappresentanza? più e meglio delle quote dovrebbero dirci per chi e cosa fare. Vorrei gruppi di lavoro, non eterni e definiti per leggi, ma periodici e sui problemi e formati da persone, uomini e donne, vecchi e giovani, che vivono quei fatti. La democrazia è solo una regola adottata, un codice di comportamento convenuto pro tempore. E’ il dibattito, il confronto che forse può dirci come vivere.
10 Settembre 2007 alle 14:22
vorrei dare un contributo a riaccendere il dibattito che avete stimolato. E’ stato un puro caso che qualcuno mi abbia parlato dell’iniziativa D52. sento molto il problema della rappresenrtanza e della partecipazione femminile al bene comune. Mi piacerebbe anche dare un contributo personale. credo infatti che sia necessario partire da proposte diverse che oltre ad allargare il “numero” delle donne stimoli il pensiero nuovo che le donne possono contribuire a dare.
attendo un contatto
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