22 Febbraio 2007
Premio Letterario Mario Luzi

Riceviamo questa segnalazione da Mattia Leombruno, direttore responsabile del Premio Letterario Mario Luzi. Lo pubblichiamo con piacere, intanto perchè la poesia sembra arte di altri tempi ma ha a che fare con la nostra formazione culturale, accompagnandoci nei momenti più “intimi” della nostra esistenza. Mario Luzi è stato un grande poeta e un Premio Letterario è uno dei modi più sinceri per rendergli omaggio.
“Il Premio Luzi – dice Mattia Leombruno - è stato concepito per divenire un evento permanente e vitale, ovvero per essere capace di continuare l’eredità umana e letteraria del Poeta e Senatore, una delle personalità più nitide della cultura italiana del secolo scorso. Il largo consenso che il Premio ha raccolto presso le Istituzioni nazionali ed internazionali, ma anche l’adesioni personale di esponenti di primo piano, dimostra come sia stato recepito il nostro messaggio. Un richiamo che abbiamo volutamente rivolto alle Istituzioni per sollecitare quel senso di responsabilità per la cultura e la memoria, per la tutela dei valori e delle tradizioni, ovvero di quei principi che soggiacciono alla società umana, e che sono accomunati da un senso di “urgenza collettiva”. La poesia non dovrebbe mai allontanarsi del tutto dalla società cui si riferisce, il suo senso di responsabilità passa proprio per la sua presenza e la sua capacità di evocare: una parte del nostro futuro muove senz’altro dalla parte più lodevole del nostro passato”.
Per info e per scaricare il banco www.marioluzi.it
1 Commento a “Premio Letterario Mario Luzi”
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23 Febbraio 2007 alle 11:32
L’iniziativa ci sembra meritoria. I poeti dalle parti nostre finiscono nel cestino della memoria. L’Alto Patronato del Presidente del Senato può essere funzionale al progetto, come ci auguriamo, per dare credito e ritorno di immagine. Ma a noi poveri cittadini, sensibili al problema cultura e che sappiamo come funziona, dice poco o niente. Lo spettacolo vergognoso che ci sta offredno la politica in questi giorni ci fa chiedere cosa se ne siano fatti i nostri delegati delle poesie di Luzi, Montale, Ungaretti e di tutta la nostra cultura. Ci auguriamo solo che spinti da un richiamo culturale alto si convincano a chiudesri in biblioteca e risciaquare nel Tevere i propri panni, lasciando il terreno della politica a rappresentati più volenterosi e più capaci.