3 Dicembre 2007
Italian style

Ieri Report ci ha presentato uno spaccato del mondo della moda italiana dietro il fashion delle sfilate delle griffe nazionali. E’ emersa l’ennesima distorsione del sistema Italia che non riesce a superare le beghe e gli interessi personalistici nell’ottica di una gestione unitaria nel mercato. Il risultato è che mentre i francesi riescono a fare sistema, resistendo agli attacchi delle multinazionali d’oltreoceano che vorrebbero spostare il centro della moda e della creatività in America, concentrando sotto l’egemonia della Condè Nast il controllo del mercato, gli italiani reagiscono in modo scomposto.
Le ultime settimane della moda, ci ha spiegato la Gabbanelli, per l’ingerenza della Condè Nast e la pecoraggine di alcune griffe nostrane, hanno subito la contrazione in 4 giornate. Chi ci rimette come al solito sono le nuove risorse, le griffe più giovani che non hanno avuto lo spazio per farsi notare ed emergere, penalizzate dalla “casta” dei grandi nomi che si è accaparrata lo spazio minimo a disposizione. In Francia certo non va così. I francesi si sono tenuti l’intera settimana, rispondendo picche alla Condè Nast, e hanno mostrato le firme più giovani fra i grandi nomi, concentrati all’inizio e alla fine della settimana, in modo da non far scappare gli osservatori e i giornalisti fin dai primi giorni.
La Gabbanelli (grazie di esistere, Milena) ha concluso ricordando che i giovani creativi sono il nostro futuro. Proteggerli significa garantirsi la continuità del made in Italy nel mondo della creatività, lasciargli spazio significa aumentare la nostra visibilità senza perdere nulla. E’ mai possibile che questo sia in questo paese un principio da ribadire? -a.pizzola
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