
E’ interessante come in questo Paese, in cui le dimissioni non sono più un dovere etico ma un optional, al pari del lettore Mp3 sul cruscotto, si sia levato un coro unanime di maggioranza, opposizione e delle figure istituzionali contro Villari, neoeletto presidente di commissione Rai provvisorio e a termine.
Non abbiamo assistito a una presa di posizione netta e condivisa in nessun grave caso di attentato all’integrità di istituti pubblici, nè contro Cuffaro, re dei cannoli siciliani, nè contro Del Turco, ladro di sanità pubbliche, nè contro decine di deputati, da Previti a Dell’Utri, condannati per nefandezze che avrebbero fatto vergognare qualsiasi commesso di qualsiasi altro paese europeo o americano.
Invece il coro unanime si è alzato quando la vittima sacrificata all’altare delle lottizzazioni partitiche della tv di stato, una volta conquistato lo scranno temporale, si è rifiutato di soggiacere ai giochi di parte. Ecco quindi che il povero Villari, Barabba provvisoriamente prestato alle decisioni bipartisan (sempre tali quando si tratta di poltrone) assurge a ruolo di Eroe. Mentre tutti i potenti del Paese sono caduti nel panico, vittime delle loro stesse ridicole strategie da Prima Repubblica (quando ancora questi giochetti sapevano gestirli), il popolo si piega in due dalle risate. Risate amare, unico sentimento popolare ancora vivo in questo squallido panorama da teatrino postmoderno.
Villari siamo con te, il popolo italiano è con te. Resisti finchè puoi. Ti espelleranno da tutte le scuole del Regno ma conserverai almeno quello sprazzo di spirito italiano bastardo che i migliori di noi salutano come segno di ribellione ad uno stato di cose che non riesce più neanche a commentarsi da solo.
a.pizzola
aggiunta postuma
Eh si, non ci sono dubbi: Riccardo Villari li ha fregati tutti. Non ha
avuto nessun riguardo per Veltroni, non sta avendo nessun riguardo per
Berlusconi, Fini non lo ha filato proprio, a Di Pietro e Orlando manco
li pensa.
In altre parole un eroe. Il suo gesto ha ridicolizzato
le finzioni istituzionali legate agli accordi di potere tra maggioranza
e opposizione, ha cancellato il malcostume italico delle soluzioni di
comodo e asettiche, contrabbandate come candidature “istituzionali”, ha
sbertucciato il messianismo manopulitista autolegittimista dei
dipietristi.
Un secolo e mezzo di utopie anarchiche, di battaglie
ideologiche sul rapporto tra democrazia e potere, fiumi d’inchiostro
sprecati in contumelie e scaricabarili, tra accuse e rimpalli di
responsabilità sono stati cancellati da questo simpaticissimo medico
campano, ex allievo di Clemente Mastella.
A cinquantadue anni Villari incarna il prototipo dell’italiano del terzo millennio, l’uomo
nuovo. La mutazione genetica del trasformista italiano si è finalmente
compiuta e, come gli scienziati pazzi di certi film, Villari ha voluto
sperimentarne gli effetti su se stesso.
E gli effetti sono stati esilaranti. Più che il Parlamento sembra il
film “Una Poltrona per due” con Eddie Murphy a Dan Akroyd, anche nel
finale con i due potenti tanto arroganti prima quanto coglionati dopo.
Eppoi, alla fin fine, Leoluca Orlando (Cascio, come diceva quell’altro
campione di Cossiga) chi e che cosa avrebbe dovuto garantire nella
commissione di garanzia per la RAI? Mica l’ho capito.
Grazie On. Villari, grazie a nome di tutti gli agnostici relativisti
italiani. La sua scelta ha sancito definitivamente il fatto che non c’è
davvero più religione.
E meno male.
g. mastrogiuseppe